FOTOGALLERY: Le mete più pericolose

di Eva Perasso

Provare l’incredibile, raggiungendo i livelli di rischio più alti: è questa l’offerta turistica che nei giorni scorsi ha proposto un noto parco nazionale della Repubblica Democratica del Congo. Il contenuto dell’avventura, era una notte in un accampamento di tende nella parte orientale del Paese, da passare almeno in parte svegli ad ammirare i lapilli di lava che il monte Nyamulagira ha iniziato a eruttare ai primi di novembre, nel corso di quella che per la montagna è stata definita “la più grande eruzione del secolo”. Prezzo dell’avventura (rischio di perdere la vita incluso): 300 dollari, compresa la guida per le 4 ore di cammino sulla costa del monte, i trasferimenti dalla città più vicina fino all’accampamento, il giaciglio e la prima colazione.

Il protagonista del nuovo pacchetto turistico per coraggiosi è uno dei vulcani più attivi d’Africa, il Nyamulagira, situato vicino alla città di Goma, già ricostruita dopo che, nel 2002, l’eruzione del vicino vulcano Nyiragongo ricoprì di lava 14mila abitazioni carbonizzandole e costrinse alla fuga 350mila persone che vivevano nell’area.
Lo spettacolo che offre il Nyamulagira è davvero emozionante, spaventoso, pericoloso e fin troppo vero, nonostante le autorità abbiano precisato che non si corre alcun rischio e che i villaggi situati alle sue pendici non verranno colpiti dalla colata lavica. Si campeggia a circa 1 chilometro e mezzo di distanza da dove il monte sputa fuoco, mentre i lapilli lanciati raggiungono anche i 300 metri di altezza, illuminando di rosso la notte del Virunga National Park. In realtà, questo parco naturale è famoso anche per essere la casa di circa 200 gorilla beringei beringei (gorilla della montagna) dei 790 rimasti sulla Terra, oltre che di scimpanzé, elefanti, bufali.

VULCANO-MANIA - Ma il turismo pericoloso alle pendici dei vulcani in eruzione negli anni si è fatto conoscere un po’ in tutto il mondo: lo scorso inverno fu la volta dell’eruzione hawaiana del Kilauea, che attrasse migliaia di turisti da ogni dove, mentre a fine 2009 iniziò il pellegrinaggio di turisti al monte Mayon, a sud di Manila, Filippine, in attesa della grande eruzione che avrebbe portato via interi villaggi. I turisti anche in questi casi, incuranti degli allerta, si avventurarono per scattare foto e fare riprese alla lava incandescente. Porta flusso turistico anche il Poas, uno dei cinque crateri tuttora attivi del Costa Rica, con gite organizzate per ammirare i 300 metri di profondità della sua gola, ma anche in Italia, tra Etna e Vulcano, in tempi di eruzione le folle non tardano ad accalcarsi intorno al fuoco.

SENTIERI MOZZAFIATO
- La natura resta dunque la protagonista dei viaggi più intensi e a rischio: è per ammirare i paesaggi mozzafiato, magari a bordo di un elicottero, che molti turisti perdono la vita. Nelle Hawaii per sorvolare le isole o qualche cratere di vulcano, o scorgere i canyon naturali, come quello della zona di Kauai, sono morte 35 persone in incidenti di volo dal 1995. Anche i sentieri a piedi sulle cime più alte sono causa di gravi incidenti. Gli amanti del rischio e degli strapiombi mozzafiato conoscono il sentiero più pericoloso del mondo, in Cina, lungo il monte Huashan, dove quasi senza protezione si cammina attaccati a una vecchia catena arrugginita con 2mila metri di strapiombo ai propri piedi. Mentre il nostro Monte Bianco resta, tra valanghe e slavine, la montagna al mondo che registra il maggior numero di incidenti mortali.
Le arterie di traffico sono spesso paesaggi a sé, ambiti dai turisti più intrepidi. In Bolivia per esempio ogni anno perdono la vita circa 300 persone lungo “El camino de la muerte”, un percorso che costeggia montagne alte fino a 2mila metri, dove il selciato (sterrato e sconnesso) è così stretto da causare spesso incidenti.

ANIMALI KILLER - Gli animali, spesso così ricercati nel prenotare tour e nello scegliere location di vacanza, restano un altro dei pericoli top nel corso dei viaggi. Dalle meduse a scatola (o cubo-meduse) australiane, responsabili di più morti di squali, serpenti e coccodrilli messi insieme, fino al re dell’immaginario, lo squalo bianco, che sempre più attacca anche a riva i turisti ignari della sua presenza, anche dall’acqua di mare arrivano insidie cui fare attenzione.

TURISMO DI GUERRA - Resta poi un’ultima categoria, quelle della violenza a causa di guerre civili, cartelli della droga, terrorismo e incidenti kamikaze, che oggi sempre più è divenuta parte del turismo a rischio. Nell’elenco delle mete turbolente più pericolose del mondo si trovano la criminalità in Colombia per via delle lotte per il traffico di droga (con rischio di rapimenti, turisti presi in ostaggio e sparatorie per le vie delle città), ma anche la piccola criminalità nelle zone più interne del Brasile (i borseggiatori sono il rischio più alto per chi decide di viaggiarvi),  o ancora la Somalia e il Pakistan per via delle guerre civili. Ma dal punto di vista politico, la geografia delle nazioni a rischio cambia di settimana in settimana. Per questo, prima di mettersi in viaggio per un qualsiasi Paese straniero, meglio consultare uno dei siti nazionali che monitorano la situazione interna (come quello dell’unità di crisi del nostro ministero degli Esteri, Viaggiare Sicuri).

Alcune immagini del vulcano Nyamulagira in eruzione, riprese dagli uffici del Virunga National Park nella Repubblica Democratica del Congo