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di Floriana Ferrando

Prendi la Barbie e mettile in mano una fiaccola come la Statua della Libertà. O sulla testa un copricapo colorato come quello della regina egizia Nefertiti. O, ancora, colorale il viso di azzurro e falle le orecchie a punta come i protagonisti del film Avatar. È l’ultima trovata dell’artista e blogger francese Jocelyne Grivaud che per celebrare uno dei giocattoli più famosi di tutti i tempi ha realizzato il sito Barbie Ma Muse, una raccolta di scatti fotografici che ritraggono la bambola Mattel come non si era mai vista prima.

Con il suo stile inimitabile e un fidanzato da urlo, la bambola di plastica è da oltre cinquant’anni il giocattolo più amato fra le baby fanciulle, ma nel mondo adulto - con quella chioma bionda e le curve mozzafiato - ha con il tempo assunto un valore dispregiativo. Troppo magra, troppo seno, troppo bionda. È qui che entra in gioco la Grivaud che con il suo progetto intende riabilitare la figura del giocattolo preferito della sua infanzia rendendo Barbie protagonista delle più celebri opere d’arte di sempre. Del mondo della pittura, del cinema, della scultura e anche della musica.

Ecco così la bambola più sexy di sempre indossare un orecchino di perla per fare da modella a Vermeer, prendere le sembianze della Marilyn pop di Warhol o, all’occorrenza, trasformarsi in un blocco di marmo sapientemente scolpito, proprio come la Venere di Milo. Poi c’è la Barbie letteralmente messa a nudo da Magritte, e quella con un tatuaggio sulla schiena pronta a farsi immortalare dal fotografo Man Ray, esponente del Dadaismo.

Insomma, che la Barbie fosse un po’ trasformista – rimbalzando dalla versione burqua a quella più recente di ingegnere informatico – già si sapeva, ma ora la bambola giocattolo fa sfoggio di sé svelando un lato inedito, elegante e delicato come nessuno avrebbe mai osato immaginare. Senza dimenticare il suo aspetto più rock: che ne direste se i Beatles, invece di vivere in un sottomarino giallo, soggiornassero all’interno di un camper rosa?