di Camilla Sernagiotto

Il mago di OZ?

Il lapis, se con OZ intendiamo le iniziali con cui ama siglarsi Olimpia Zagnoli, l’illustratrice che ha trasformato la matita in una vera e propria bacchetta magica.

Classe 1984 e classe da vendere, dal momento che i suoi lavori le sono valsi collaborazioni con mostri sacri dell’editoria del calibro del New York Times e del New Yorker.

Ma anche in patria, seppur con un leggero ritardo rispetto agli States, Olimpia è più che riconosciuta: da La Repubblica a Rolling Stone Italia, non c’è testata tricolore che non la voglia tutta per sé.

Le sue illustrazioni ipnotizzano sia i grandi sia i piccoli e quest’ultimo target è stato proprio quello con cui l’artista si è misurata per l’originalissimo progetto Rolling Stone Kids, una versione coloratissima del magazine dedicata appunto ai bambini.

E non poteva esserci illustratrice più azzeccata per una missione del genere, visto che Olimpia Zagnoli non solo ha le mani d’oro e una fantasia che le impreziosisce ancora di più, ma anche le sue orecchie la sanno lunga: da quando è giovanissima è affetta da una forma incurabile di bulimia musicale per cui divora sette note dal mattino alla sera…

Dai T.Rex ai Ramones, dai Sex Pistols a Suzanne Vega, Olimpia è indubbiamente una buona forchetta di musica, motivo per cui le sue collaborazioni da illustre illustratrice non si limitano alla carta stampata: la copertina di Mezze Stagioni degli Ex-Otago, quella di Four-Legged Fortune della band rivelazione di quest’anno, i Green Like July, sono le prime due prove della Zagnoli in versione Illustratrice Rock.

E, visti i risultati a dir poco eccellenti, non saranno di certo le ultime.

Per i Green Like July ha debuttato anche come regista, attaccando per un attimo la matita al chiodo e dirigendo il video di A Better Man:



Abbiamo incontrato Olimpia Zagnoli per farci “illustrare” il suo Curriculum ed ecco cosa è venuto fuori…

Raccontaci il tuo percorso: che studi hai fatto, ma soprattutto quando ti sono uscite le parole: “Mamma, da grande voglio fare l’illustratrice!”
Ho fatto il liceo classico e poi mi sono iscritta all' Istituto Europeo di Design. Non credo ci sia stato un giorno in cui ho scelto di diventare un’illustratrice, forse ho solo pensato che potesse essere divertente e ci ho provato.

La tua reazione quando hai saputo che il New York Times, il NewYorker  e il Washington Post ti volevano come collaboratrice?
È stata una grande emozione. Di solito per celebrare questi momenti faccio un ballo speciale.

Tra la cover dell’album dei Green Like July e quella degli Ex-Otago, entrambe fatte da te, quale pensi sia la più riuscita?
Sono due cover molto diverse. Quella per gli Ex-Otago è un’illustrazione bidimensionale molto semplice alla quale siamo arrivati dopo averne scartate tante altre più complesse. Direi che è stato quasi un lavoro di sottrazione. Quello per i Green Like July invece è stato un progetto suddiviso in più fasi. Volevo fare qualcosa che rispecchiasse lo spirito del gruppo e che non fosse necessariamente nel mio stile, così sono partita da un’idea, ho disegnato una griglia per punto croce e poi la mia amica Livia ha realizzato il tutto con ago e filo. Quella alla quale sono più legata, proprio perché ha coinvolto tante persone alle quali voglio bene, è proprio questa. Ma voglio bene anche agli Otago, eh!

Un disco di cui vorresti dire: “Vedi quella copertina? L’ho fatta io.”
Molti. Oggi Easter Everywhere dei 13th Floor Elevators e In Search Of Space degli Hawkwind.

Per i Green Like July ti sei occupata anche del loro video: com’è nata l’idea? Era la prima volta che ideavi un videoclip?
L'idea è nata dalla necessità del gruppo di fare un video. Ho pensato a quello che mi sarebbe stato possibile fare, considerato il fatto che non avevo mai girato un video prima. Così ho pensato alla cosa più semplice, ovvero riprendere con camera fissa una serie di azioni di breve durata e poi montarle. È stato solo un primo esperimento, ma mi piacerebbe provare a farne altri.

Quale videoclip avresti voluto girare?
Il video di Book of Dreams di Suzanne Vega



Una band di cui saresti disposta a curare gratis videoclip, dischi, poster e merchandising? Anche nel caso si dovessero riesumare i componenti uno a uno…
Sex Pistols.

Oltre ad ascoltare buona musica, la suoni anche?
Non proprio. Ho avuto un gruppo quando avevo 19 anni nel quale suonavo tasti a caso su una pianola Yamaha. Adesso nel tempo libero strimpello la chitarra, ma ho ancora grossi problemi con l'accordo di Fa.

Se non fossi un’illustratrice, cosa saresti ora?
Mi piacerebbe fare il meccanico.

Con le tue illustrazioni preferisci “parlare” ai grandi o ai piccoli?
Ai giganti.

Quale libro ti piacerebbe tradurre in disegni?
Piccola cosmogonia portatile di Queneau.