di Marco Agustoni

A scorrerne la biografia, verrebbe da chiedersi se ci sia qualcosa che, nel corso dei suoi sessantadue anni di vita, Ennio Flaiano non abbia fatto. Nato il 5 marzo del 1910, è stato giornalista per Il Corriere della Sera e altre celebri testate, ha scritto numerosi romanzi (nel 1947 vinse il premio Strega con Tempo di uccidere), ha lavorato come drammaturgo e sceneggiatore: tra le pellicole firmate da Flaiano, ci sono alcuni classici della cinematografia italiana come La dolce vita di Federico Fellini, di cui fu stretto collaboratore, o ancora La notte di Michelangelo Antonioni.

Insomma, il segno lasciato da Flaiano nella vita intellettuale del nostro Paese è stato profondo. Ma al di là delle sue opere, quest'uomo "dal molteplice ingegno" è passato alla storia grazie ai suoi arguti e divertenti aforismi, spesso e volentieri incentrati su vizi e virtù (ma soprattutto vizi) del popolo italico. Per rendergli omaggio nel giorno del suo compleanno, abbiamo pensato di raccoglierne alcuni.

"La situazione politica in Italia è grave ma non è seria": in poche semplici parole, viene colta l'attitudine di un'intera nazione che, nemmeno in periodi di piena crisi, riesce a evitare la farsa.

"Il peggio che può capitare a un genio è di essere compreso": verrebbe quindi da pensare che al citatissimo Flaiano, ahinoi, sia andata male. Ma siamo proprio sicuri che i suoi tanto amati aforismi non siano spesso e volentieri sfoderati a sproposito?

"Gli italiani sono sempre pronti a correre in aiuto del vincitore": un popolo pronto a cambiare così come cambia il vento, come spesso la Storia ha dimostrato.

"I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume": ovvero l'ineluttabile noia della maggior parte dell'esistenza umana.

"Noi viviamo - grazie a Dio - in un'epoca senza fede": in un aforisma, tutto il gusto di Flaiano per il paradosso.

"Se i popoli si conoscessero meglio, si odierebbero di più": il lato oscuro della globalizzazione?

"Fra trent'anni l'Italia sarà non come l'avranno fatta i politici, ma come l'avrà fatta la televisione"
: una specie di profezia sulla videocrazia di Mister B?

"Quando l'uomo non ha più freddo, fame e paura, è scontento": appagati i bisogni materiali, rimane comunque l'insofferenza esistenziale propria dell'uomo.

"I grandi premi non vengono mai dati allo scrittore, ma ai suoi lettori. Poveracci, se li meritano": detto da uno che ha vinto un premio Strega, rende l'idea dell'autoironia di cui era capace Flaiano.

"Oggi il cretino è pieno di idee": e purtroppo, verrebbe da proseguire, si premura di renderle note a tutti quanti.

"La stupidità degli altri mi affascina, ma preferisco la mia": puro Flaiano, forse il modo migliore per chiudere questa breve rassegna dedicata alle sue frasi celebri.