di Camilla Sernagiotto

Liberté, Égalité e Haute Couture.

Ecco quale potrebbe essere il motto nazionale gridato dalle francesine più fashioniste.
E non per questo la Fraternité sarebbe esiliata, anzi: le modaiole con l’erre moscia sanno fraternizzare benissimo, basta che non glielo si chieda durante la Fashion Week parigina in cui ognuno pensa per sé, tentando di entrare ad ogni sfilata/evento/party senza guardare in faccia nessuno.

Per il resto dell’anno, invece, le appassionate di moda nate in Francia fanno comunella, tronfie del fatto di essere figlie del Paese più famoso per l’haute couture.

Tra i marchi di cui i cuginetti francesi vanno più fieri c’è quello che ha reso celebri tre lettere dell’alfabeto: la Y, la S e la L.
Si tratta dell’acronimo di Yves Saint Laurent, lo stilista che ha fatto del made in France un marchio di garanzia.

Nondimeno, a lui va il merito di aver mutato i costumi nel vero senso del termine, proponendo per primo capi maschili come le sahariane, le giacche e i pantaloni nei guardaroba delle signore.

A quattro anni dalla sua scomparsa, il museo di Denver DAM lo celebra con una mostra, in calendario fino all’8 luglio.
Si tratta della terza tappa della retrospettiva itinerante che ha già portato le meravigliose creazioni firmate YSL a Parigi e a Madrid.

E il successo che ha riscosso nel Vecchio Continente promette bene anche oltreoceano, dove la moda made in Europe è da sempre acclamatissima.

Oltre 200 outfit che ripercorrono le stazioni della Via Crucis fashion, appunto quella percorsa da Yves: tra alti e bassi, rinunce iniziali e traguardi finali, la mostra propone un viaggio nella storia della maison dagli esordi negli Anni Cinquanta fino al 2008, data della scomparsa del fondatore.

Filmati di repertorio, fotografie, disegni e bozzetti, ma anche i vestiti stessi, vere e proprie opere d’arte che meriterebbero di stare in un museo a vita.

Grande protagonista dell’esposizione è anche lo stretto legame tra lo stilista e il mondo dell’arte: da Van Gogh a Matisse, da Picasso a Braque, il fashion designer si ispirò a buona parte della produzione pittorica del Novecento per creare i propri abiti, che risultavano così omaggi ai dipinti dei più grandi maestri.

Tra le tante aree attraverso cui si snoda il percorso guidato, un’importante sezione è dedicata alle storiche testimonial del brand come Grace Kelly e Catherine Deneuve, icone di stile a cui è toccato l’onore di diventare muse di Yves Saint Laurent.

Un appuntamento imperdibile per chi si trovasse di passaggio in Colorado.
Le vere fashion-victim, invece, farebbero bene a prenotare un viaggetto apposta per la retrospettiva (mangiandosi la French Manicure all'idea di essersela persa a Parigi e a Madrid).