di Camilla Sernagiotto

Quando Robert Allen Zimmerman diventò Bob Dylan, loro c’erano.
Quando Pete Townshend degli Who spaccò la prima chitarra sul palco, loro erano lì.

Sono i Ray-Ban, gli occhiali nati all’inizio degli Anni Venti dalla richiesta del luogotenente John Arthur MacCready, appassionato di traversate in pallone aerostatico.
Per lui fu inventato il primissimo modello, quello a goccia universalmente noto con il nome di “Aviator”.
Quel John Arthur MacCready non poteva nemmeno immaginare quale favore immenso aveva appena fatto al Rock n’ Roll.

Dagli Anni Sessanta a oggi, infatti, non c’è mostro sacro di quelle note infuocate che non abbia indossato un paio di queste famigerate lenti: sul palco, in sala prove, al supermercato e addirittura a letto durante la pennichella, qualsiasi Rocker che si rispetti non fa mai vedere il proprio sguardo indiavolato e lo vela appunto con i Ray-Ban.

Dal 23 maggio al 12 giugno una mostra fotografica omaggia a Milano (presso lo spazio La Carrozzeria di via Tortona 32) il marchio storico che ha trasformato i quattrocchi in sex symbol.
In occasione del settantacinquesimo compleanno dei Ray-Ban, “Never Hide Noise - An History of Rock’n’Roll” ripercorre le varie tappe dell’emozionante storia che li ha visti protagonisti: 30 fotografie di icone del Rock immortalate dagli Anni Sessanta al Nuovo Millennio dagli obiettivi più illustri come quelli di Terry Spencer, Ray Stevenson, Bob Gruen e Jill Furmanovsky.

Dai Beatles ai Rolling Stones, da David Bowie a Blondie e a Michael Jackson, nell’Olimpo della musica non è mai esistito qualcuno che li snobbasse, anzi: tutti li adoravano allora, nei ruggenti Anni Sessanta, come li amano oggi.

E tra Lady Gaga, AC/DC, Led Zeppelin e Foo Fighters, che non escono mai di casa senza, c’è proprio da dirlo: chissà quante ne hanno viste i Ray-Ban…

Se quelle lenti potessero parlare!