di Eva Perasso

Il cibo? È il nuovo rock ‘n’ roll. E gli chef migliori al mondo, quelli insigniti di stelle Michelin e segnalazioni nelle guide più quotate del mangiar bene, sono le nuove rock star. Non lo dicono solo gli appassionati, che girano il mondo per seguire il lavoro nelle loro cucine e gustare i loro piatti come se fossero davanti al palco del loro cantante preferito. Ora gli stessi chef si comportano da personaggi famosi. E alcuni addirittura si muovono a ritmo di musica mentre cucinano.

Sul palco come le rockstar. La moda è scoppiata in America: qui ai festival musicali, accanto ai palchi, ai mescitori di birre e ai distributori di hot dog, iniziano ad arrivare anche i tendoni-ristorante degli chef famosi. A Brooklyn addirittura, il sabato e la domenica da inizio anno si organizzano eventi musicali legati indissolubilmente alle proposte di street food di cuochi quotati. Tanto che, accade spesso che vengano comunicati prima i nomi degli chef invitati, e poi quelli dei gruppi che suoneranno. È accaduto da poco a nuovi miti come April Bloomfield, la richiestissima regina inglese dei gastropub, o Tom Colicchio, re incontrastato dei programmi tv e dei talent show culinari tanto seguiti (non a caso c’è molta attesa, anche in Italia, per la seconda edizione di Masterchef e Spyros, il vincitore della prima tornata, è diventato una star da palcoscenico in pochi mesi).
Oppure ci sono quegli chef che fanno delle loro performance veri spettacoli dal vivo: sempre negli States, l’organizzazione itinerante di Cochon 555 viaggia in motorhome con fornelli e refrigeratori come la carovana di un grande gruppo musicale. Il suo evento, soprannominato Porkapalooza in onore del famoso evento rock a tappe Loolapalooza, osanna ogni taglio e preparazione del maiale facendo lavorare sul palco 5 chef, impegnati davanti a 5 maiali, insieme con 5 produttori di vino. E si mangia e si degusta, nemmeno a dirlo, a ritmo di musica, con dj o gruppi che suonano dal vivo, di cui difficilmente però, a fine performance, si ricorderanno i nomi.

In cucina, a ritmo.
A testimoniare il legame indissolubile tra cuochi e rock star si unisce poi tutto il gruppo di chef – soprattutto tra i più giovani – che crea in cucina solo se ispirato da una colonna sonora. Al Recette di New York, un bistrot molto chic, si serve foie gras accompagnato dai Pearl Jam e se lo chef è in vena si passa direttamente ai Metallica nelle cucine. Non molto lontano, al Baohaus, cuochi e aiuti vengono scelti dallo chef solo se soddisfano un requisito: devono amare l’hip hop e creare ai fornelli a ritmo di musica. Tanto che negli annunci di lavoro messi online su Craigslist spesso si nascondono indovinelli e tranelli che solo un vero intenditore è in grado di decifrare. E poi c’è tutta la famiglia di chi crea piatti in musica per dare una particolare energia alle pietanze: in una famosa gelateria dell’Ohio per esempio i nuovi gusti nascono mentre la proprietaria dedica loro delle serenate.

Chef o musicista?
Il legame tra musica e cucina è diventato così frequente che una delle bibbie online per gli amanti del food, Grubstreet, ha provato a paragonare i grandi chef del momento con le rockstar del presente e del passato. Il risultato è esilarante: al re Elvis non si poteva che accomunare Thomas Keller, 3 stelle Michelin, miglior chef d’America per molti anni di fila. Jamie Oliver, giovane promessa e onnipresente in tv, impegnato su vari fronti (anche benefici, con una sua fondazione) oltre alla cucina, viene paragonato a Bono Vox degli U2 mentre a ricordare il maledetto Sid Vicious è l’irriverente Anthony Bourdain, che per anni ha raccontato i dietro le quinte piccanti (e ad alto livello di concentrazione di sostanze stupefacenti) delle grandi cucine americane, ammettendo anche la sua parte di perdizione. Vi sono poi gli innovatori, geniali e alternativi, abituati a stupire, ai fornelli e sul palco: ecco perché David Chang, proprietario della catena di ristoranti ad alto contenuto di stelle Michelin Momofuku, somiglierebbe a Michael Stipe, mentre uno dei più famosi chef mediterranei, Ferran Adrià, ricalcherebbe lo stile futuristico dei Kraftwerk. E anche tra gli chef, non mancano le coppie famose: Grant Achatz e Nick Kokonas, fondatori del re della cucina molecolare Alinea di Chicago, sarebbero pari a Elton John e al suo paroliere Bernie Taupin. Come Bernie, infatti, il cuoco Nick è sconosciuto alle folle, che acclamano invece a gran voce Grant, dimenticando chi opera dietro le quinte, o i fornelli.