di Marco Agustoni

In questi tempi di social network è necessario riflettere su come si sia trasformato il concetto di amicizia, tra friends su Facebook e connessioni a centinaia su ogni tipo di piattaforma di relazione sociale. Dimostra un certo tempismo, come sempre, Smemoranda, che per festeggiare i 35 anni di onorata carriera sceglie proprio l’amicizia come tema di quest’anno. E la chiacchierata con Nico Colonna, direttore dell’ormai leggendaria agenda assieme a Gino e Michele, diventa un’occasione per parlare di come siano cambiati i giovani e l’amicizia (ma anche la stessa Smemoranda) in questo arco di tempo.

35 anni di Smemoranda, quindi…
Già, tutti sul groppone! [ride]

Vista da fuori, Smemoranda non sembra cambiata più di tanto. Nella sostanza, invece?
In questi anni il nostro sforzo si è concentrato nel mantenere la struttura di base di Smemoranda, che ne è anche la formula magica. Quando abbiamo cominciato abbiamo introdotto i quadretti al posto delle righe: ai tempi è stato rivoluzionario, perché le righe servivano a scrivere, i quadretti solo a fare i conti. Poi abbiamo introdotto i 16 mesi, così da lasciare più spazio ai ragazzi, sia per le cose serie che meno serie. E gli interventi dei nostri collaboratori, che sono fondamentali. Questo impianto è rimasto, ma ovviamente si è adattato allo scorrere del tempo.

E i giovani come sono cambiati?
Io sono un estimatore dei giovani e penso che in un modo o nell’altro cambino sempre. Poi, nell’era di internet il cambiamento è sempre più veloce: oggi se sei giovane hai una dimensione-mondo, mentre un tempo avevi una dimensione-quartiere.

Per questo anniversario avete scelto il tema dell’amicizia: come mai?
Il quadro generale, con la crisi e tutto quanto, è piuttosto fosco, per cui ci è sembrato bello introdurre un tema di aggregazione e di speranza. In momenti simili serve molta coesione.

In questi tempi di social network, però, questo concetto è cambiato e Facebook ha introdotto un’idea di amicizia “leggera”…
Al di là di tutte le critiche, se usato bene Facebook diventa un momento di aggregazione con cui consolidare le vecchie amicizie e farne di nuove. E tutti i momenti che possono creare legami sono potenzialmente positivi. Poi sta a ognuno di noi scegliere che uso farne…

Molti vedono nella Smemo una sorta di Facebook ante litteram, con tutti gli spazi dedicati alla socializzazione, ai commenti, foto e disegni degli amici…

In effetti è un’idea intrigante. Una delle nostre caratteristiche storiche è che la Smemoranda oltre ad essere un’agenda è il nostro scrigno, è un tramite con cui relazionarci con gli amici. Quindi c’è qualcosa di vero in questa analogia, pur con tutte le dovute distinzioni. Dopotutto sono memorabili le Smemo con le frasi, le battute, i ricordi degli amici. L’amicizia è la nostra filosofia: ci piace socializzare ed essere dinamici, mai statici.

E Smemoranda come si adegua all’epoca dei social network?
Le Smemorande di oggi sono più snelle ed agili, perché ora ci sono altri archivi dove mettere i propri ricordi. In più abbiamo siti, blog, Facebook e per sviluppare la nostra presenza sul web, da settembre partirà un nuovo portale che metterà assieme tutti questi diversi spazi.

Un bilancio di questi anni?
Smemoranda è un’esperienza unica in Italia, ma anche nel mondo: non c’è un prodotto di consumo che abbia svezzato sette generazioni di studenti, mantenendo lo stesso appeal di sempre.

Qualcosa da aggiungere?
Vorrei ricordare che la Smemoranda di quest’anno è dedicata a Marco Simoncelli, nostro collaboratore e caro amico.