di Marco Agustoni

Le Olimpiadi di Londra 2012 sono alle porte, anticipate come sempre non solo dalla fiamma olimpica, ma anche dalla (o dalle, in questo caso) mascotte di turno: per l'evento londinese sono due, i beniamini impegnati a propagandare lo spirito olimpico, e si chiamano Wenlock e Mandeville. E come ogni altra mascotte precedente, anche il loro arrivo è stato salutato da un misto di approvazioni e critiche. In questo caso con una certa preponderanza delle seconde. Ma vediamo chi (o forse sarebbe più corretto dire cosa) sono Wenlock e Mandeville.

Cominciamo dalle loro identità: Wenlock, mascotte ufficiale, deve il suo nome al paesino inglese di Much Wenlock, che in tempi lontani, nel XIX secolo, ospitò delle proto-Olimpiadi che sarebbero state di ispirazione per i futuri giochi olimpici. Mandeville, che rappresenta invece i giochi paralimpici, è stato chiamato così in onore dell'ospedale Stoke Mandeville ad Aylesbury, sempre in Inghilterra, dove nel 1948 furono organizzati gli Stoke Mandeville Games, dedicati ai soldati resi invalidi dalla guerra.

Il problema maggiore, però, arriva al momento di descriverli: cosa sono esattamente Wenlock e Mandeville? Come viene spiegato nel cartoon introduttivo di una serie a loro dedicata, i due sono gocce di acciaio colate durante la costruzione dello stadio olimpico. Portate a casa da un operaio andato in pensione, vengono rimodellate con le fattezze attuali e, una volta regalate ai nipoti dell'anziano signore, prendono vita quando si ritrovano esposte ai raggi dell'arcobaleno. Con una missione: diffondere lo spirito sportivo.Nello spiegarne l'aspetto, l'agenzia responsabile della loro realizzazione ha così argomentato: il triangolo in testa a ciascuno dei due rappresenta il segnale dei classici taxi londinesi; il loro enomre occhio è una telecamera in grado di effettuare riprese; la forma della testa richiama quella delle medaglie olimpiche.

Ecco, qui cominciano le critiche e i problemi: in pratica, Wenlock e Mandeville sono due gigantesche videocamere ambulanti. Ossia, per i maligni, il simbolo ideale di una nazione tappezzata di dispositivi di controllo. Un inno alla paranoia. Una vera e propria distopia alla 1984 di George Orwell (che non a caso era inglese). Non solo: i due hanno un triangolo in testa e il triangolo con un occhio solo è un famoso simbolo della massoneria e della società segreta degli Illuminati. Il che ha subito dato il via a una serie di congetture e teorie del complotto.

Ma l'accoglienza com'è stata? Non così tragica, a dire il vero: qualcuno ha visto i due occhioni di buon occhio e ne ha dato un giudizio abbastanza positivo. Ma non sono mancate le stroncature: una delle più cattive li definisce il risultato di "una notte di alcol e passione tra un Teletubby e un Dalek". Se volete farvi un'idea per conto vostro, Wenlock e Mandeville hanno anche un loro sito personale, dove potrete cimentarvi con una serie di minigiochi e costruire la vostra mascotte personale. E se proprio non vi piacciono, non è una tragedia: come dimostra la nostra gallery, non sempre le mascotte olimpiche sono dei capolavori...