di Eva Perasso

Fino a ottobre a pochi metri da uno dei locali notturni più amati di Mykonos si può prenotare una location per la notte di eccezione: la stanza vanta il lusso da 5 stelle ma anche un’esperienza unica proprio perché… entro un mese sparirà nel nulla. L’isola greca fa seguito a un primo appuntamento a scadenza, terminato a inizio estate a Tulum, nel Messico dei Maya e delle acque cristalline. Anche in quel caso l’hotel speciale di Papaya Playa, uno dei cosiddetti pop up hotel, viveva solo per 6 mesi per scomparire e non tornare mai più. In alternativa, si può scegliere di andare a seguire un festival musicale o un raduno motociclistico sentendo rombo dei motori e prove del suono mentre si fa colazione con posate d’argento sotto una tenda o in un container… a pochi passi dal luogo dell’evento. Anche questa volta, finita la manifestazione, il camping di lusso in puro stile nomade verrà smontato o trainato via, per ricomparire altrove in nuove occasioni.

Glamorous camping
– Nei viaggi a 5 stelle è questo il nuovo must: il glamping, turismo da campeggiatori con tenda o roulotte molto particolari, trasformate per l’occasione in alcove da nababbi accompagnate da un servizio da grande albergo (d’altronde il nome stesso lo suggerisce: glamorous camping), che va dalla scelta della biancheria alla presenza di personale in guanti bianchi. E se le strutture da campeggiatori di lusso ormai sono diffuse in tutto il mondo (l’ultimo glamping italiano è nato da poco ed è a Mirano, Venezia), quel che più alletta è la sua dimensione a pop up, temporanea, di un qualcosa che si monta e si smonta. Si tratta proprio dell’unicità di un albergo-tenda che diventa itinerante, e dove se si decide di passarvi una vacanza, nessun altro potrà mai rivivere la stessa esperienza. Molto lontano dunque da vacanze di massa e strutture ricettive classiche. Per una volta, il consiglio all’amico per l’estate seguente non potrà funzionare.

Strutture eco-friendly
– Ad aggiungersi all’unicità, c’è anche la scelta quasi sempre condivisa da questi “albergatori temporanei” di inserire le proprie strutture nomadi nella natura. Il patto è quello di avere gampling eco-friendly, totalmente inseriti nell’ambiente locale, attenti agli usi e costumi del luogo, alla flora, alla fauna e alle abitudini della popolazione. Forse anche per questo, nessuno costruisce nulla: niente cemento, ma solo tendoni, o al massimo, come accade nel caso dei popup o temporary hotel, l’uso di strutture già esistenti, da trasformare in qualcosa di speciale in periodi in cui non vengono utilizzate, perché magari fuori stagione. Fino al filone più semplice da sviluppare, divenuto un vero e proprio business: quello dei container alberghieri che si spostano tra manifestazioni, eventi, gare e grandi festival. Solo per le Olimpiadi di Londra sono stati usati in grande numero, come quelli di Snoozebox, una delle startup più attive nel settore.

Le 7 meraviglie italiane
- Non a caso Snoozebox, come altre realtà, nasce nella campagna inglese. È in questa nazione infatti che l’idea del glamping ha preso maggiormente campo e dove si trovano il maggior numero di location. La sola directory mondiale GoGlamping ne conta in Gran Bretagna 173, contro i 45 francesi e i 7 italiani. E se, per necessità geografica e turistica, i glamping sono nati in Africa, tra i grandi parchi, le vette e le destinazioni più selvagge, anche il nostro Paese si sta attrezzando per quei turisti un po’ più esigenti che pur amando la natura non si destreggiano bene tra bagni in comune, fornelletti da campeggio e materassini su cui passare la notte in sacco a pelo. Per ora, le destinazioni si concentrano tra la campagna toscana, i laghi (Garda e Iseo), Venezia, la Sardegna. Mete nel cuore del turismo straniero, che per primo ama questo genere di sistemazione un po’ fuori dalla norma e dal tempo.