di Gabriele De Palma

Simon Baz è appena nato ed è già un personaggio storico. Della storia dei fumetti, ma non solo. Baz è il primo supereroe musulmano nella storia delle strisce americane, e non di una qualsiasi ma di una tra le più antiche e longeve di tutte, la saga di Lanterna Verde (Green Lantern) pubblicata per la prima volta dalla DC Comics, la stessa che produce anche Superman e Flash, nel luglio del 1940. Il nuovo supereroe ha fatto il suo esordio il 5 settembre, in Green Lantern #0 e ha ovviamente suscitato l'attenzione degli appassionati di fumetti, dei media e della comunità arabo-americana. Una nuova apertura della serie dopo che già in giugno era crollato un altro tabù, quando un altro portatore del magico anello ricaricabile dalla Lanterna Verde Alan Scott, fa outing e dichiara la propria omosessualità.

La storia di Baz – L'autore del nuovo personaggio è Geoff Johns, di origini libanesi, che nel supereroe ha trasfuso molto della propria biografia. Entrambi condividono le origini mediorientali e la città natale statunitense, Detroit (Baz è nato nello stesso sobborgo della città dell'automobile, Dearborn, in cui nacque Henry Ford). La storia di Simon Baz viene narrata a partire da una data altrettanto storica, l'undici settembre 2001, giorno in cui a dieci anni guarda inorridito in televisione la tragedia delle Torri Gemelle. Dopo quel giorno la sua vita – come quella di molti arabi americani – è cambiata: diffidenza, pregiudizio e intimidazione sono gli atteggiamenti che i bianchi riservano agli arabi; in questo clima di sospetto l'adolescenza non facile e, dopo essere stato licenziato da un'azienda che produce componenti per le auto, si dedica in modo più sistematico al crimine, specialità: furti d'auto. Dopo aver rubato la macchina sbagliata viene accusato di terrorismo. Ne esce solo grazie al ritrovamento dell'anello che conferisce i super poteri della Lanterna Verde e trova così modo di redimersi dai suoi errori lottando contro i cattivi per salvare l'universo. Al di là della sua storia, i caratteri distintivi esteriori sono la pelle olivastra, la parola 'coraggio' (in arabo, al-shuja-a) tatuata sul braccio e una pistola legata alla coscia. Questi due ultimi aspetti sono curiosi e hanno scatenato qualche critica: i tatuaggi non sono ammessi dall'Islam; e cosa se ne fa di una pistola un supereroe che può con la forza di immaginazione fare qualsiasi cosa?

Arabi in cartoon – Personaggi arabi erano già stati disegnati per i fumetti Usa ma impersonavano sempre la parte dei cattivi e dopo la caduta del muro di Berlino avevano raccolto l'eredità dei russi nelle trame spionistiche di cinema, tv e cartoon. L'unico precedente di un eroe non solo arabo ma anche musulmano che ha avuto un certo successo in occidente è stato “The 99” scritto dallo psicologo kuwaitiano, ma educato negli Stati Uniti, Naif Al-Mutawa. I 99 – supereroi che incarnano le 99 virtù ascritte dal Corano ad Allah – a metà della prima decade del 2000 hanno riscosso l'attenzione degli americani tanto da invitare i personaggi di Al-Mutawa a fiancheggiare, in un tipico fenomeno di cross-over molto diffuso nella fumettistica, il Team Justice americano per sei episodi. Prima e dopo niente altro. Linda Sarsur, direttrice dell'Associazione Arabamericana di New York ha plaudito al nuovo personaggio, che ora sta a Geoff Johns e al suo staff in DC Comics far crescere. Il disegnatore sembra ottimista e pur sapendo che la provenienza geografica e culturale di Baz è quella che gli ha fatto guadagnare già molta attenzione mediatica si augura che “sia un personaggio fatto bene al di là della sua appartenenza etnica”.