di Camilla Sernagiotto

Se Wonder Woman fosse esistita veramente, ora che lavoro farebbe?

L’unico che può rispondere a questo quesito che rende insonni le notti degli appassionati di Supereroi è Eric Curtis, il padre putativo dei cosiddetti Fallen Superheroes.

Fotografo di fama internazionale originario di Albuquerque, in New Mexico, il suo obiettivo si trasferì ben presto nella più fotografabile California, a uno degli indirizzi che fanno gola ai photographers di tutto il mondo: Hollywood.

E con fotografi non s’intende paparazzi, per carità!

Mr. Curtis non ha bisogno di appostarsi per ore dietro ai cespugli di casa Pitt-Jolie o di pedinare giorno e notte Lindsay Lohan, visto che il signorino è uno dei ritrattisti più ricercati dell’Olimpo delle stelle.

A lui si devono scatti memorabili che hanno immortalato divinità del cinema e della musica del calibro di David Lynch, Danny Glover e Tommy Lee, senza tralasciare le “foto di famiglia” fatte a intere band come i My Chemical Romance e i Linkin Park.

Ma nel tempo libero Eric è un inguaribile amante della gente comune: la sua macchina fotografica è irresistibilmente attratta da chiletti di troppo, pancetta, doppi menti, cellulite come piovesse, rughe a iosa e tutto ciò che di meno glamour esiste sulla faccia della Terra.

Questa sua morbosa attrazione per i difetti dei comuni mortali sta alla base del suo tanto divertente quanto originale progetto dei Fallen Superheroes, che sono per l’appunto nuovi Batman, Superman e Capitan America rivisti con occhi più razionali…
Le immagini hanno riscosso un tale successo da sfociare in un libro corredato dai testi di Scott Allen Perry e Adam Mock.

E per chi si sta chiedendo dall’inizio dell’articolo che lavoro è finita a fare Wonder Woman, ebbene è diventata una spazzina: pulisce toilette pubbliche, piscine di ricconi e talvolta s’improvvisa anche giardiniera, ovviamente sotto falso nome.
Ciascun supereroe è diventato qualcun altro, dalla ex Wonder Woman ora Plutonica al velocissimo Flash, tramutatosi nel pachiderma avvezzo ad hamburger e patatine fritte che non poteva non chiamarsi Fast Food…

Ma se di primo acchito le immagini firmate Eric Curtis possono strappare una risata, ben presto il sorriso si rattrappisce sulle labbra fino a contorcersi in una smorfia di tristezza: questi Iron Man e Spider Man di nuova generazione altro non sono che un’allegoria che fa da cartina di tornasole di una società che purtroppo inculca ai più sogni da superuomini, superpoteri che rendano invincibili, fama e successo, quando invece l’unica cosa di super che c’è a questo mondo sembra essere la superbia.