di Camilla Sernagiotto

Il Glamour non è acqua.
Lo sanno bene le appassionate di moda la cui massima aspirazione è quella di diventare styilist.

A far avverare questo loro sogno è arrivato School of Glam. Questione di Stile, il nuovo fashion show made in Italy in onda su FoxLife (canale 114 di Sky) tutti i lunedì alle 22.45 a partire dal 19 novembre 2012.

Grande protagonista del programma sarà l’outfit perfetto, la mise impeccabile.
Per giudicarla tale, il mondo della moda ha dato in prestito due suoi indiscussi V.I.P.: Danilo Di Pasquale, casting director di Glamour, e Uberta Zambeletti, fashion consultant.
Massimi esperti di Fashion a 360°, i due conduttori di School of Glam saranno insegnanti perfetti, in grado di mettere alla prova i concorrenti.

Tra i partecipanti ci saranno uomini e donne con un unico comune denominatore: una profonda passione per il look!
In nome di quello, si sfideranno a colpi di abiti e accessori in una battaglia che coronerà vincitore colui/lei che riuscirà a plasmare l’outfit più originale e adatto all’occasione.

Tra i giudici della gara più fashion che ci sia, oltre ai talent Danilo e Uberta, ci saranno i nomi più altisonanti del panorama editoriale di settore.
Un esempio?
Paola Centomo in persona, direttrice dell’amatissimo magazine Glamour.

E proprio Glamour fa da partner di Fox per questa avventura televisiva, conferendo ancora più stile al format innovativo che dal 19 novembre sarà sulla bocca di tutti.
Non capita tutti i giorni di avere a disposizione una schiera di professionisti del settore pronti a insegnare i trucchi del mestiere ai concorrenti e al pubblico a casa…

Abbiamo incontrato i talent Danilo Di Pasquale e Uberta Zambeletti per farci rivelare qualcosa di più...

I concorrenti provengono tutti dal mondo della moda oppure sono appassionati ma non professionisti del settore?
Uberta: No, non fanno tutti parte del mondo della moda. La cosa interessante è proprio che ci sia anche la maestra di matematica piuttosto che la biologa. C’è un mix anche di personaggi che non appartengono al mondo della moda.

Secondo te si può diventare fashion stylist senza frequentare scuole o corsi di moda?
Uberta: Assolutamente sì! Devi avere una grande passione, un occhio, una predisposizione e una curiosità tue personali, basta questo. E anche tanta cultura.

Avete detto in conferenza stampa che School of Glam porta una ventata di democratizzazione della moda. Secondo voi ci sono solo pro oppure anche contro?
Danilo: Non vedo nessun contro, anzi trovo che sia finalmente il momento per cui qualcosa che è stato considerato da sempre elitario, ovvero la moda (almeno un certo tipo di moda), sia finalmente arrivato nel vero senso della parola a coloro che sono poi quelli che ne usufruiscono. Chi compra la moda finalmente s’incontra con chi la moda la fa, quindi trovo che la democratizzazione abbia solo dei pro.

La difficoltà più grande incontrata durante le riprese?
Uberta: Abituarmi a essere ripresa, dal momento che non l’ho mai fatto… È stato inizialmente traumatico, ma l’ho subito superato grazie a un team eccezionale che ci ha aiutato in tutto. È stata una bellissima esperienza, da ripetere molto volentieri.

Il punto di forza di “School of Glam”?
Danilo: Le persone che ci hanno lavorato, le persone che hanno reso tutto questo possibile, ossia un team davvero eccezionale, come diceva Uberta. Io e lei ci abbiamo messo la faccia, loro hanno costruito questo programma.

Siete stati ipercritici, trattandosi di un programma in cui la criticità non solo è d’obbligo ma addirittura il punto forte, oppure avete mantenuto la solita dose di criticità, quella che usate a lavoro?
Uberta: Mi definisco severa ma giusta. “Severa” si sposa con “critica”, ma le mie critiche sono sempre costruttive. La critica fine a se stessa trovo che sia inutile, quindi sicuramente ho usato il mio giudizio in maniera costruttiva.
Danilo: Io sono sempre critico, perché è vero che la moda è democratica, però la professionalità no. Quella ci dev’essere, in tutte le professioni. Se ci si mette in gioco nella moda, come hanno fatto le nostre concorrenti, è fondamentale ascoltare le critiche di chi la moda la fa.