Poche figure hanno sedotto l’immaginario collettivo come il vampiro. Personaggio sospeso tra letteratura e mito, orrorifico ma al tempo stesso affascinante, affonda le sue radici nelle leggende popolari e nella letteratura, per acquisire la sua definitiva iconografia nel celeberrimo romanzo Dracula di Bram Stoker.

Da quel momento, il Principe delle tenebre, sinistra figura di immortale cacciatore del sangue di giovani vittime, mostro demoniaco dalle fattezze seducenti, diventa un personaggio imprescindibile del genere horror, in letteratura e, poco più tardi, al cinema. Ma, non solo: il mito di Dracula e del vampiro viene declinato in infinite forme e influenza tutte le arti. Basta pensare alla nuova ondata di vampiro-mania, trascinata dalla popolarissima Twilight Saga che ha conquistato il pubblico adolescenziale, seppure attraverso una rilettura della personaggio in chiave romantico-fantasy, spogliandolo degli aspetti più horror e adeguandolo ai gusti del target teenager.

Piaccia o meno questa nuova versione del mito, non può lasciare indifferenti il fatto che da oltre due secoli la “moda” dei vampiri non accenni ad arrestarsi. Per questo, in concomitanza con il centenario della scomparsa di Bram Stoker, la Triennale di Milano ospita la mostra Dracula e il mito dei vampiri, dal 23 novembre fino al 24 marzo 2013.

Un’esposizione curata da Alef-cultural project management, in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna, che esplora e indaga la figura del vampiro dalla sua dimensione storica a quella artistica senza trascurane le implicazioni sociologiche, attraverso circa 100 opere tra dipinti, incisioni, disegni, documenti, oggetti storici, costumi di scena e video.

Tre le sezioni principali in cui si articola la mostra. “La realtà dentro il mito” raccoglie una serie di straordinari documenti che ricostruiscono la storicità della figura di Dracula, tra cui il celebre ritratto di Vlad, nobile rumeno del XV secolo cui si è ispirata la figura letteraria. “Bram Stoker: Dracula” si concentra invece sull’opera dello scrittore irlandese a partire da appunti e documenti esposti in Italia per la prima volta, al fine di analizzare il fenomeno del vampirismo in ambito letterario. Infine, gli appassionati cinefili non possono lasciarsi sfuggire “Morire di luce: il cinema e i vampiri”, sezione curata dal critico nonché talent di Sky Cinema Gianni Canova. Manifesti originali e videoproiezioni introducono il visitatore attraverso un secolo di cinema vampiristico, dal celeberrimo Nosferatu di Murnau alle numerosissime versioni di Dracula. Particolare spazio è dato al film Dracula di Bram Stoker, imprescindibile pellicola di Francis Ford Coppola di cui vengono tra l’altro esposti alcuni story board a l’armatura indossata da Gary Oldman.

Ma la mostra non finisce qui: uno spazio a parte è destinato alla figura della donna vampiro, dalle sue incarnazioni storiche (Elizabeth Bathory) e letterarie (Carmilla) al concetto di donna vamp, mentre un’altra area si propone di illustrare il “Design del Vampiro” con un racconto per immagini delle dimore e dei luoghi vampireschi. Last but not least, l’esposizione è arricchita da una vera chicca: in omaggio al grande Guido Crepax, vengono proposti 18 disegni inediti che illustrano l’incontro tra Dracula e la sensuale Valentina.

Tutte le informazioni sulla mostra sono disponibili sul sito della Triennale di Milano.