di Eva Perasso

Una carica di zombie insegue voi e i vostri figli lungo le strade: non resta che raccogliere la propria attrezzatura sportiva e correre… allo stadio, per la battaglia finale tutti contro tutti. Un po’ come fanno i protagonisti dell’acclamata serie The Walking Dead. Ma lo spot norvegese di una catena di negozi sportivi non è piaciuto al pubblico, che lo ha visto passare sotto gli occhi increduli dei minori durante i programmi dedicati alla famiglia e dopo le proteste è stato ritirato. Potrà passare solo a tarda notte. E non è il solo: nell’ultimo anno sono state diverse le pubblicità che sono passate solo per poche ore su grande e piccolo schermo, o i cui cartelloni sono usciti per le strade di Europa e America.Dalla Norvegia alla Gran Bretagna, passando per Stati Uniti e Sudafrica, almeno una decina di spot hanno fatto parlare molto di sé, e tutti hanno fatto la stessa fine: banditi dai circuiti per cui erano stati pensati.

Spot Zombie Norvegia



Operazioni a cranio aperto - Se gli zombie hanno infastidito le famiglie norvegesi, quelle inglesi si sono sentite colpite dalla pubblicità di Kayak Tv, organizzatore di vacanze online, che mostrava una operazione a cervello aperto, in cui mentre il chirurgo opera attentamente dentro al cranio, il paziente si diletta nel prenotare la prossima vacanza. A onor di cronaca, la réclame è stata ritirata unicamente in Gran Bretagna, dove sono arrivati quasi 500 reclami all’ente che tutela i consumatori.

Spot Kayak TV Gran Bretagna



Censura inglese - Ed è sempre il Regno Unito a collezionare, negli ultimi dodici mesi, diversi ritiri importanti: è il caso della nuova auto di casa Toyota, la cui guida, sotto un ritornello di Edith Piaf che canticchia “Je ne regrette rien”, è giudicata troppo spericolata e inciterebbe gli automobilisti a rischiare oltremodo al volante. La scorsa primavera invece, era stata la volta dello spot di un prodotto per dare bollicine alle bevande, SodaStream, colpevole di denigrare apertamente tutti i concorrenti in bottiglia preconfezionata. Anche in quel caso, il garante disse no mentre alcuni concorrenti famosi, come CocaCola, minacciarono le vie legali.

I fish and chips del presidente - Si è arrabbiato molto anche il presidente sudafricano Jacob Zuma, o meglio, la rete televisiva vicina al governo SABC, che ha deciso volontariamente di bandire uno spot poiché offenderebbe la pubblica figura del capo di stato. Il video incriminato è un cartone animato, ed è girato proprio nella grande sala da pranzo della residenza di Zuma, dove in allegria lui e famiglia pasteggiano a base di fish and chips di una nota catena nazionale di fast food. E viste le 4 mogli e i 21 figli di Jacob Zuma, la convenienza di un pasto a basso prezzo “per sfamare tutta la larga famiglia” da simpatica gag si è trasformata in caso di stato.

Spot fish and chips Sudafrica



Troppo nudo e troppo ritocco - Anche su carta non è stato un anno a corto di scandali: almeno due hanno fatto molto parlare di sé. Il primo riguarda una serie di campagne su carta stampata di American Apparel, dove il topless e un gluteo smaccatamente senza slip a ricoprirlo hanno fatto arrabbiare sempre i garanti inglesi. Ma anche il gigante della bellezza francese L’Oréal ha avuto i suoi grattacapi e uno dei suoi prodotti antirughe è stato accusato di lavorare fin troppo bene: la testimonial, l’attrice Rachel Weisz, sarebbe troppo liscia per essere vera. La critica dunque è tutta dedicata al fotoritocco versione hard dei pixel della sua pelle. Peraltro il tema non è nuovo: lo scorso anno la stessa sorte toccò a Julia Roberts per un cartellone firmato Lancome.