di Linda Avolio

I bambini italiani nati negli ultimi trent’anni hanno una cosa che li accomuna tutti: le canzoni dei cartoni animati cantati dalla regina indiscussa delle sigle. Stiamo ovviamente parlando di Cristina D’Avena, una donna, un mito.

Impossibile non sapere chi sia, perché l’artista emiliana è apparsa in tv praticamente ogni giorno fin dai primi anni '80, e oltre a ciò è spesso in giro per l’Italia tra concerti e ospitate. Non credete dunque a chi ha tra i tre e i cent’anni e dice di non conoscere neanche una sua canzone, perché è stato scientificamente provato che prima o poi ritroverete tali soggetti intenti a canticchiare o fischiettare Bambino Pinocchio, la Canzone dei Puffi, Robin Hood, Sailor Moon, Rossana o Hamtaro, solo per citare alcune delle innumerevoli sigle da lei interpretate.

Sky.it ha intervistato Cristina D’Avena in occasione dell’uscita di 30 e poi… Parte Prima, un cofanetto che in tre CD racchiude i suoi primi trent’anni di carriera, per un totale di ben 70 sigle originali dei cartoni animati più famosi degli anni '80, '90 e 2000, tre sigle inedite, una suggestiva interpretazione del classico natalizio Oh Holy Night, un megamix dei suoi storici successi degli anni ’80 e infine la cover di L’anno che verrà di Lucio Dalla.

Cristina, anzitutto complimenti per i suoi primi trent’anni di carriera, un bel traguardo.
Senza dubbio, infatti il cofanetto è stato realizzato proprio per celebrare una tappa così importante. 30 e poi… Parte Prima però è il frutto di un percorso iniziato nel 2011, quando finalmente è stato fondato il fan club ufficiale, che i fan di vecchia e nuova data chiedevano da tempo! In fondo si tratta proprio di questo: una festa con loro e per loro che durerà per tutto il 2013 con numerosi eventi e spettacoli e con una sorpresona di fine anno.

Se dovesse fare un bilancio del suo percorso artistico in un frase?
Un pieno d’amore infinito da parte dei fan di ogni età, che da anni ogni giorno mi danno la forza di continuare…è una sensazione indescrivibile.

Dica la verità: quando registrò la sua prima sigla (Bambino Pinocchio nel 1981, ndr) si aspettava tutto questo successo?
Assolutamente no! A quel tempo non avevo minimamente idea di cosa mi aspettava, al punto che cantai la sigla quasi per divertimento, senza neanche prendermi troppo sul serio. La presi con molta leggerezza in effetti!

Però poi sappiamo tutti com’è andata, al punto che definirla unica nel suo genere sarebbe un eufemismo. Qual è stata la mossa vincente?
Sicuramente il fatto di cantare sigle di cartoni animati di per sé è stato un bel punto di partenza, perché quando si ha a che fare con l’infanzia si va a toccare certe corde profonde, e si formano ricordi e sensazioni destinati a rimanere per sempre nella nostra memoria. Però penso che la cosa che fa la differenza sia il rapporto con i fan: io li adoro, e loro mi vogliono un bene dell’anima, così forte che a volte è quasi palpabile! Se non indossi nessuna maschera la gente vede il vero te stesso, vede la semplicità e la genuinità delle tue azioni e delle tue parole. Può suonare scontato, ma penso che in fondo il segreto stia tutto lì.

Il complimento più bello che le hanno fatto?
Sono una persona fortunata, perché in vita mia ho ricevuto tanti complimenti e mi sono state dette tante cose belle, ma quelli che mi toccano di più sono senza dubbio quelli più profondi. Per esempio, quando una mamma mi dice che suo figlio ha iniziato a parlare cantando le mie canzoni, oppure quando i genitori di bambini che purtroppo sono costretti a stare in ospedale mi dicono che i loro figli ascoltano i miei cd e sorridono.

Quale è la sigla che non fa parte del suo repertorio ma che le sarebbe piaciuto interpretare?
Direi Stilly e lo specchio magico de I Cavalieri Del Re, che peraltro adoro, e La canzone di Charlotte de I Papaveri Blu. E poi anche le canzoni dei classici Disney.

Qual è invece la sigla da lei registrata che non si stuferà mai di cantare?
Sono tante, anzi, sono troppe! Comunque direi i grandi classici, quelli che i fan mi chiedono sempre: Mila & Shiro, Memole, Occhi di gatto, Sailor Moon…è una bella lotta.

Parliamo un attimo della sua collaborazione con i Gem Boy, un’accoppiata tanto bizzarra quanto azzeccata: com’è nata?
Per caso, quando li incontrai e li conobbi in autogrill. All’inizio non ero molto convinta, anche perché i Gem Boy hanno fatto un pezzo intitolato Ammazza Cristina (ndr, una cover sui generis de L’incantevole Creamy), quindi non è che fossi proprio ben disposta nei loro confronti! Alla fine però mia sorella mi ha convinto, e così, quattro anni fa, per il concerto del Roxy Bar organizzato da Red Ronnie abbiamo deciso di presentarci insieme. E il risultato è stato al di sopra di ogni aspettativa!

Le piacerebbe tornare a recitare?
Molto e non solo serie per ragazzi, ma anche fiction di più ampio respiro, per la famiglia. Sto ancora aspettando che qualcuno mi contatti, ma non demordo.

Il sogno nel cassetto?
Sicuramente un musical. Magari una favola, che sarebbe ancora più magica grazie all'atmosfera del teatro.

Infine una curiosità. Su YouTube spopola un filmato tratto dalla serie Kiss Me Licia in cui lei interpretava appunto la protagonista del titolo: il famigerato video delle Fettine Panate. Tutti volevano le sue fettine panate: ma cos’avevano di così speciale??
Erano speciali perché erano mie!