Neo-vittoriano, ma anche fantascientifico. Gotico, ma con varianti gipsy. Curato nei minimi dettagli, ma anche trasandato. Sono questi i poli - apparentemente opposti - entro cui si muove lo stile steampunk. Nato negli anni ottanta, come variante  del cyberpunk, il genere steampunk si caratterizzava come un filone di narrativa fantastica, generalmente ambientato nella Londra di fine Ottocento, la stessa dei romanzi di H.G. Wells e Arthur Conan Doyle. Un mondo obsoleto dove però la tecnologia avveniristica gioca un ruolo centrale: computer, protesi e altri gadget sono presenti, ma sono del tutto meccanici, azionati con la sola forza motrice del vapore (steam, appunto).
Il genere steampunk ha presto travalicato i confini della letteratura, per occupare un ruolo centrale anche nel mondo dei videogiochi, della moda e dello spettacolo. Insomma da sotto-genere di nicchia, sta diventando una tendenza che, secondo gli analisti di IBM, diventerà di massa entro il 2014, quando vedremo dilagare dappertutto i caratteristici occhiali, gioielli, orologi, cappotti, cappelli e corsetti.

Un tendenza di massa - I segnali di questa ascesa del genere steampunk sono nell’aria da tempo, come ricostruisce l’infografica realizzata da IBM a partire dai dati raccolti attraverso Social Sentiment Index. Negli anni ‘90 sono arrivati i primi film (Wild Wild West) e fumetti. Nel 2000, invece, ha preso piede la moda di costruirsi abiti e oggetti artigianali. Poi nel 2010 c’è stata la prima sperimentazione di massa, quando il Comic Con di New York ha deciso di dedicare l’intera fiera allo steampunk. Ecco quindi che a Natale 2011 le vetrine di Macy a New York sono state interamente decorate in stile fine Ottocento.
Poi è arrivata la cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi di Londra (evento con un’audience di 3,4 miliardi di persone nel mondo), con una Rihanna in versione pirata punk che si muoveva in uno scenario tutto vapore e tecnologia meccanica. In tutto ciò poteva mai mancare Lady Gaga? E infatti Lady Germanotta si è di recente immortalata su Instagram con un elaborato cappello e un corsetto che richiama volutamente questa estetica.
La consacrazione finale è poi arrivata dall’alta moda: la sfilata maschile autunno-inverno 2012-13 di Prada è stata tutta all’insegna dello stile neo-vittoraniano.

Social media boom
- A partire dai dati raccolti su Twitter, Facebook e altre community online, gli esperti di IBM prevedono un boom di estetica steampunk nei prossimi due anni. “Dal 2009 al 2012 il volume delle conversazioni sui social media sul tema steampunk è cresciuto 11 volte”, spiegano gli analisti della compagnia. In particolare le donne pubblicano il 70% dei tweet e l’84% dei Pin su Pinterest a tema. E, fatto più importante, il 63% di chi ne discute online sono giovani sotto i 30 anni. “Sui social media è possibile analizzare il passaggio dalla narrativa alla fandom e alla musica. Poi si è passati dai costumi all’attenzione delle catene più famose. Ora è il momento delle celebrità, l’alta moda e il design”. E così, “i prossimi due anni segneranno il passaggio dalla manifattura artigianale limitata e costosa alla produzione di massa. I marchi più di tendenza nell’abbigliamento, negli accessori, nella gioielleria inizieranno ad adottare un’estetica steampunk”, conclude il report di IBM.