di Camilla Sernagiotto

Dopo aver visto sullo schermo Cuba e Vienna nelle prime puntate di Bobo & Marco – i Re del ballo, è difficilissimo non farsi tentare dal ritmo sfrenato dei balli caraibici che i due ciceroni si apprestano a farci scoprire.

Vieri e Delvecchio stanno infatti per farci vivere l’avventura tropicale più eccitante che ci sia, alla scoperta della merengue e della bachata, le due danze più in voga a Santo Domingo.

Per tutti coloro che non resisteranno alla tentazione di seguire fisicamente i reucci del ballo e prenotare un last minute in direzione Paradiso, ecco un vademecum per scoprire tra un passo di merengue e una rima bachata tutti i manicaretti che vi rimetteranno in forze dopo l’energia sprigionata a furia di danze frenetiche e nuotate in mari celestiali.

Tutto quello che dovrete sapere prima di aprire un Menù dominicano e ordinare ogni ben di Dio è qui.
Innanzitutto è bene prepararsi a ciò che non mancherà mai nel vostro piatto, partendo dagli ingredienti basilari sui quali poggia tutta la tradizione gastronomica di Santo Domingo e dell’intera Repubblica di cui è capitale.
Gli elementi base a cui ogni pietanza può essere ricondotta sono cinque: carne di maiale, carne di pollo, pesce, fagioli e riso.
Combinando questi cibi, si creano innumerevoli varianti della cucina dominicana, sempre e comunque innaffiati da tanta, tantissima salsa piccante.

Proprio questa è la responsabile dei litri e litri di rhum e birra che vengono trangugiati da ogni dominicano DOC (e turista che si rispetti) durante i pasti.
Il rhum è la bevanda nazionale (sta ai dominicani come il tè delle cinque sta agli inglesi, per intenderci) e ne esistono diversi tipi che vanno da quello scuro al dorato, dal vecchio allo speciale.
Bevuto rigorosamente con abbondante ghiaccio e spesso accompagnato da un po’ di Coca-Cola, il rhum che troverete a Santo Domingo è quello locale, prodotto dalla loro canna da zucchero. Le marche più note tra le quali spaziare sono le seguenti: Barcelò, Brugal e Bermùdez.

Gli amanti della birra, invece, potranno gustarsi il nettare ambrato a chilometro zero della Quisqueya, della Bohemia e della Soberana, le tre beer più gettonate a Santo Domingo e dintorni. Per essere un vero dominicano, però, la si dovrà trangugiare gelata e mischiata al succo di pomodoro.

Oltre alle pagine chilometriche di antipasti, primi, secondi e alcolici, il Menù di queste zone prevede anche interi capitoli dedicati a un altro piatto forte della loro cucina: i dolci.
I golosoni si preparino a scatenarsi nelle danze e nelle bracciate in mare se non vogliono tornare poi in patria con almeno un paio di chiletti in più…
Tra dolcetti al cocco, tortine all’ananas, preparazioni a base di mango e papaia e, last but not least, il platano fritto, anche se mentre li mangerete sarete in costume da bagno, non pensiate di farla franca e passare la prova costume!

Prima di augurarvi buon viaggio (e buon appetito!), ecco un dizionarietto che vi aiuterà a ordinare il meglio della loro arte culinaria:

- Sanchoco: piatto a base di diversi tipi di carne e svariati legumi. È uno dei piatti tipici della tradizione gastronomica della regione del Nord.

- Chivo de Azùa: si tratta del capretto ed è la pietanza più in voga nelle zone meridionali.

- Pescado con Coco: solo per cocco addict, dal momento che si tratta di pesce preparato in salsa di latte di cocco. È un piatto tipico di Samanà.

- Locrio Dominicano: andate pazzi per la paella? Allora questa versione creola del piatto tipico spagnolo sarà la ciliegina sulla torta!

- Bandera: piatto tipico a base di riso, fagioli neri o rossi, insalata, platano fritto e carne stufata.

- Mangù: il nome potrebbe trarre in inganno ma il mango qui non c’entra nulla, dato che si tratta di purea di platano verde bollito.

- Queso: formaggio che viene servito con patate.

- Cazabe: pane preparato con la tapioca. Fa parte della tradizione culinaria del popolo taino.

- Chicharròn: cotenna di maiale condita e fritta da accompagnare con il cazabe. Non un piatto vegano, insomma.