di Marco Agustoni

Nell'atterrare a Barcellona per la prossima puntata del loro show, I Re del Ballo, in onda come sempre su Sky Uno (canale 109), Bobo Vieri e Marco Delvecchio sentiranno pizzicare il loro istinto da bomber. Già, perché la città mediterranea è ricordata innanzitutto per la sua formidabile squadra di calcio, che negli ultimi anni ha cambiato radicalmente il gioco del pallone ed è riuscita a diventare una vera e propria leggenda. Ma nella storia del Futbol Club Barcelona non ci sono solo Messi e Iniesta: ecco come è cominciato tutto.

Il Barcellona ha una lunghissima tradizione sportiva: fu fondato addirittura nel 1899, dal calciatore Hans Gamper e da alcuni suoi colleghi, sia svizzeri come lui che britannici. Gamper aveva solo 22 anni e probabilmente ignorava di aver dato vita a un mito: dopotutto, lui voleva solo una squadra dove giocare a pallone. La questione è discussa, ma pare che la scelta dell'ormai mitico blaugrana per i colori sociali sia un omaggio alla sua vecchia squadra del Basilea.

Si parla, ovviamente, di preistoria del calcio iberico, perché la prima edizione della Primera División, come ancora oggi è conosciuto il campionato spagnolo, fu disputata solo nel 1928-29. E ad aggiudicarsela fu proprio il Barcellona, con una vittoria da film all'ultima giornata, in barba alla squadra-madre della capitale, il Real Madrid. È solo l'inizio della rivalità storica fra il club di Madrid e il team che diventerà l'orgoglio di tutti i catalani, da sempre insofferenti verso il governo spagnolo.

Da allora, il Barcellona è sempre rimasto al centro del calcio iberico, anche se nei decenni i suoi successi sono stati altalenanti. Dopo una serie di vittorie in campionato negli anni '40 e '50 (in un paio c'è lo zampino dell'allenatore "nerazzurro" Helenio Herrera), per oltre un decennio la squadra catalana si è dovuta accontentare di qualche coppa di Spagna. A riportare il Barcellona in auge furono degli olandesi, ovvero l'allenatore Rinus Michels e i campioni Johan Cruijff e Johan Neskeens. È del 1978-79 il primo trofeo internazionale, ovvero la prestigiosa Coppa delle Coppe, che sarà vinta dal Barcellona altre tre volte.

Per salire sul trono d'Europa e sollevare la prima Coppa dei Campioni, però, bisognerà aspettare il 1991-92, con Johann Cruijff in panchina e in campo un asso come il brasiliano Romario. È qui, probabilmente, che inizia la vera e propria leggenda, perché da allora, con allenatori come Bobby Robson, Louis Van Gaal e Frank Rijkard e giocatori come Luis Figo, Rivaldo e Ronaldinho il Barcellona è diventato uno dei club più temibili d'Europa (vincendo tra l'altro la Champions League nel 2005-06).

Ed eccoci al capitolo fondamentale di questa storia, ovvero la squadra guidata (fino all'anno scorso) dal catalano Pep Guardiola sul tetto del mondo. La squadra del quattro volte Pallone d'Oro Lionel Messi, considerato da molti il più forte di tutti, ma anche di Xavi e Iniesta, ossatura a centrocampo del Barcellona, così come della Spagna campione del Mondo nel 2010 e d'Europa nel 2008 e 2012. Per non dimenticare il portiere Valdes, o il roccioso Puyol in difesa.

Molti di questi giocatori il Barcellona se li è cresciuti in seno, portandoli dalla Primavera fino alla squadra maggiore e da lì a vincere ben due Champions League, oltre a un'infilzata impressionante di scudetti. È questo il segreto della squadra, quella che è diventata la sua filosofia: i grandi campioni non si comprano dagli altri team, ma si coltivano. E soprattutto, si possono portare a casa dei risultati straordinari senza per forza puntare su un calcio pragmatico, ma anzi giocando con classe, mirando alla qualità e al divertimento.

È così che il Barcellona si è trasformato nel simbolo del bel calcio, nonché nella squadra più amata al mondo. Ma è diventato anche qualcosa di più di una semplice squadra di calcio, perché è assurto a stile di vita: se sei "Barcellona", allora significa che, al di là di ogni retorica, credi nella fantasia, nella creatività, nella bellezza, nei giovani, nel successo guadagnato con il merito ma anche con il sudore.

Per cui siamo sicuri che i nostri Re del Ballo, Bobo Vieri e Marco Delvecchio, nel passare davanti allo stadio Camp Nou sentiranno di essere di fronte alla Storia, quella Storia del calcio di cui anche loro hanno fatto parte. Ma adesso è il momento di lasciare da parte il pallone e di ballare al seducente ritmo del flamenco... ovviamente su Sky Uno!