di Camilla Sernagiotto

Molti credono che, soltanto perché nel suo nome compare la parolina magica “bar”, ci si debba andare per forza per alzare il gomito e fare la conseguente baldoria, eppure chi confonde Barcellona con la Babilonia de noantri si sbaglia di grosso.

Tra arte, architettura, tradizione culinaria da leccarsi i baffi, bellezze paesaggistiche e cultura che straborda da ogni poro, il capoluogo della Catalogna non è solo il paradiso terrestre dei giovinastri in cerca di movida, ma di chiunque ami viaggiare in città ricche di storia perfino nell’angolino più recondito e sperduto.

E poi, ovviamente, di tutti coloro che hanno una passione viscerale per quella disciplina che Bobo e Marco stanno analizzando nel dettaglio e step by step (nel vero senso del termine): la danza.
Passo dopo passo, infatti, gli ex calciatori - diventati ormai provetti ballerini - ci stanno facendo vivere un’avventura tanto interessante quanto esilarante nei luoghi iconici di ogni disciplina di ballo.
Barcellona è una delle tappe più calienti, trattandosi della patria del sensualissimo e muy hot flamenco.

Chiunque volesse provare in prima persona ad approcciarsi a questo ballo nella terra che gli ha dato i natali, non perda l’occasione di godersi un week end barcellonese all’insegna dell’arte, della buona cucina, dell’architettura più spettacolare del globo e di tanto, tanto, tanto divertimento!

Ecco un decalogo da seguire scrupolosamente per non tralasciare nessuno dei must visit targati Barcellona:

- La Rambla: iniziate la vostra visita partendo proprio da questo lungo viale che porta da Plaza de Catalunya alla statua di Colombo, a due passi dal mare. È una zona pittoresca e molto movimentata, tra artisti di strada, venditori ambulanti e gli immancabili borseggiatori da cui guardarsi bene!

- La Sagrada Familia: tapa obbligata del viaggio, è un enorme basilica cattolica ideata dall’architetto Antoni Gaudì, uno dei massimi esponenti del modernismo catalano. È tutt’ora un cantiere aperto: dal 1882, anno d’inizio dei lavori, a oggi, non sono ancora riusciti a terminare il vasto progetto che procede a rilento, tuttavia è un capolavoro da non perdere.

- Il Barrio Gotico: quartier generale degli artisti che risiedono in città, questo Barrio sarà la gioia dei turisti più hipster e dei bibliofili con il pallino dell’antiquariato. Straripa infatti di librerie, atelier di pittori, negozietti di oggettistica vintage, baretti e ristorantini che delizieranno i palati più alternativi. Inoltrandovi tra le viuzze di questa zona, troverete il Museo Picasso e l’interessante Els Quatre, un ostello inaugurato nel 1897 in cui si sono dati appuntamento i più grandi artisti autoctoni, residenti o di passaggio.

- Il mercato della Boqueria: è il più grande mercato non solo di Barcellona, non solo della Catalogna, ma addirittura della Spagna! Pesce, frutta, verdura, dolci, cibi tipici, ingredienti di prima scelta, prodotti locali e stuzzichini da assaggiare sul posto: i buongustai non possono rinunciare a una pausa gastronomica al numero 91 della Rambla, insomma!

- La Barceloneta: purtroppo la caratteristica zona portuale dei vecchi moli e dei magazzini del porto è stata trasformata in un modernissimo quartiere fatto di grandi magazzini, centri commerciali e multisale cinematografiche, ma chi volesse respirare un po’ di quell’aria salmastra della vecchia Barcellona peschereccia non si dia totalmente per vinto. Resiste al restyling della città, infatti, la Barceloneta, il vecchio quartiere dei pescatori rimasto tale e quale a un tempo. Ci si va soprattutto per concedersi scorpacciate di pesce, di pan e tomate (il loro tipico piatto a base di pane e pomodoro) e della cosiddetta “bomba”, una micidiale crocchetta di patate con ripieno di carne e salsa piccantissima. Per palati ben rodati.

- Il quartiere Raval: trattasi dell’ex Barrio Chino, il luogo più malfamato della città abitato da prostitute, ladri, spacciatori e compagnia bella (anzi: brutta, in questo caso). Grazie al risanamento dell’intera zona, oggi è la parte della città più trendy, quella più gettonata dai fashion addict a caccia di prede in boutique di tendenza e dagli amanti dell’arte, che non si perderebbero una capatina al museo di arte contemporanea MACBA nemmeno per tutto l’oro del mondo.

- Le opere di Antoni Gaudì: non c’è solo la Sagrada Familia nel Curriculum Vitae di questo eccezionale artista, ma piuttosto l’intera Barcellona. Tutta la città è costellata di creazioni favolistiche, bizzarre, stravaganti e meravigliose di questo architetto sui generis. Dalle case (la Pedrera e la Batllò sono imperdibili) ai giardini (il Park Guëll vi rimarrà impresso per sempre), non si può dire “Barcellona” senza pensare a Gaudì.

- Parc e Palau Guëll: anche qui c’è lo zampino magico di Gaudì, basta dargli una rapida occhiata e lo capirebbe anche un bambino. E proprio loro, i bambini, qui si sentono più a proprio agio, trattandosi di un parco (con palazzo annesso) che sembra uscito da un cartone della Disney o da una fiaba fatta di tappeti volanti, principesse e Geni che escono dalla lampada. È un luogo senza eguali, un posto in cui lasciare il cuore e vivere un rewind nel passato più remoto della propria infanzia perduta. Non a caso, l’UNESCO ha insignito il Parc e il Palau Guëll con il titolo di Patrimonio dell'Umanità.

- Tibidabo: situata a Nord Ovest, è una collina alta circa 500 metri su cui sorge il pittoresco Parque de atracciones del Tibidabo, un Luna Park per grandi e piccini.

- Fundació Joan Miró: un museo con oltre 10000 pezzi tra dipinti, sculture, schizzi e disegni del celebre artista catalano Joan Miró. Manderà in sollucchero tutti gli “arteinomani” drogati di surrealismo.