di Barbara Ferrara

Si sono cimentati  a Cuba a ritmo di salsa e piña colada, hanno superato la prova del valzer nell’austera Vienna  rimpinguandosi a fette di sacher e dopo aver conquistato Santo Domingo a colpi di bachata e rum eccoli pronti ad affrontare le fatiche del flamenco: la puntata dello show di Sky Uno Bobo & Marco - I Re del ballo riparte dalla capitale spagnola, giovedì 16 alle ore 22:05. Per seguire virtualmente i nostri eroi alla scoperta dei piaceri della movida catalana abbiamo chiesto qualche consiglio ad Erwan Mazé,  ristoratore francese e proprietario del Tasca di Milano, uno dei locali spagnoli più in voga del capoluogo meneghino.

La prima buona notizia è che la cucina iberica non segue i rigidi protocolli di quella francese o italiana, ma è molto più libera: ci si può quindi sbizzarrire alla scoperta di sapori e gusti anche molto diversi tra loro. La parola d’ordine è sperimentare, spizzicando “un poco de todo”. Mazé, che coltiva la sua passione per la cucina da ragazzino, quando anziché seguire i compagni di scuola sui campi di calcio correva in cucina a preparare marmellate con sua madre, ci suggerisce un menu con le specialità da non perdere. 

Dall’antipasto al dessert, dal vino alla sangria preparata con il prestigioso gin delle Baleari, è un tripudio di prelibatezze che mette l’acquolina in bocca ancor prima che lo show abbia inizio. E a questo proposito per chi volesse cimentarsi  nel ballo insieme a Bobo e Marco, l’ideale sarebbe mangiare prima un porzione di albondigas, polpette di vitello al sugo di pomodoro e un contorno di spinaci saltati in padella con pinoli, e poi, per rifocillarsi dall’estenuante zapateado del flamenco, Mazé consiglia una bella crema catalana.

E ora tutti a tavola a godersi il quinto dei sette vizi capitali, la gola:

Tapas: “Ir de tapas” è una vera e propria tradizione diffusa in tutta la Spagna, al termine di una giornata di lavoro è l’equivalente del nostro aperitivo. C’è solo l’imbarazzo della scelta, da consumare al banco o a tavola, stiamo parlando dei tipici assaggini di carne o pesce serviti caldi o freddi. Nell’infinita lista, da non mancare il polpo alla galiziana (pulpo a la gallega) con patate al vapore e paprika dolce, le acciughe salate del Mar Cantabrico, le migliori al mondo, lavorate interamente a mano e dissalate al momento, le aceitunas,olive ripiene, e tra i salumi da provare la sobrasada, carne essicata e speziata molto saporita.
Jamon:  un bel piatto di prosciutto iberico è l’ideale come antipasto, il migliore è il Patanegra (zampa nera) prodotto da suini che vivono allo stato brado e mangiano esclusivamente ghiande. E' l’unico insaccato al mondo che contiene solo grassi insaturi, ideale non solo per chi ha problemi di dieta, ma anche per chi soffre di cuore, contribuisce infatti alla buona circolazione del sangue e contrasta la formazione del colesterolo. Da non confondere con il Jamon Serrano che è un altro genere di prosciutto, molto meno pregiato ricavato da maiali di razza bianca con un diverso contenuto di salinità e proprietà nutrizionali.
Fideuà: da alternare alla più classica paella valenciana di riso con carne o pescato fresco conosciuta in tutto il mondo. E’ un piatto unico che ha diverse varianti, Erwan Mazé suggerisce quella al nero di seppia cotta direttamente nel brodo del pesce e non nell’acqua salata, passata al forno e successivamente versata nel ricco sugo nero di seppia e patate.
Rabo de toro (coda di toro stufata): una sorta di coda alla vaccinara romana, viene cotta a fuoco lento con carote, sedano, cipolle e abbondante vino rosso corposo. E’ una carne tenerissima, il muscolo è inizialmente molto duro ma dopo circa cinque sei ore di cottura diventa morbidissima, un boccone da sciogliere in bocca.
Albondigas: (dall'arabo al-bunduq che significa nocciola, o per estensione, un oggetto rotondo), sono polpette di carne macinata fritte e leggermente piccanti, vengono servite con salsa di pomodoro, sia come piatto principale che come antipasto.
Churros: dolci tipici ideali per una colazione energetica, sono fatti di pastella fritta spolverata di zucchero e si servono normalmente con cioccolata fondente e panna montata. Un’autentica bomba ad alto contenuto calorico.
Crema catalana: dessert della Catalogna, ha una base soffice e cremosa sormontata da una pellicola croccante di zucchero caramellato realizzato fiammeggiando direttamente o utilizzando un disco di ghisa con un lungo manico precedentemente arroventato sul fuoco.

E tra i vari Nettari degli Dei la scelta è tra:

Vino tinto (vino rosso): dai 14 ai 15 gradi è un po’ l’equivalente dei vini italiani del sud, impegnativi e molto corposi. Il migliore è quello proveniente da Ribera del Duero, una piccola zona montana a ridosso del Portogallo.
Cava (vino bianco frizzante): prodotto con metodo classico, si tratta di ottime bollicine molto gradevoli e importanti. Nella seconda settimana di ottobre a Sant Sadurní d'Anoia (Barcellona) si celebra la festa del cava, una tappa imperdibile per gli amanti del buon bere e del folklore.
Sangria: una variante particolare è quella allo spumante, molto nutriente e forte. Eì composta da una base di frutta di stagione, miele, brandy, gin delle Baleari (è un gin unico, tra i più fruttati e profumati al mondo), chiodi di garofano, scorze di limone e arancia, il tutto viene lasciato a macerare per 24 ore e successivamente a questa mistura viene aggiunto lo spumante (la proporzione è di un terzo di sangria e due terzi di cava).