di Camilla Sernagiotto

Dopo averla servita e riverita per decenni, dopo averla dipinta come l’accessorio più sexy per uomini e donne, il piacere più estasiante che ci sia e lo strumento sociale più gettonato che esista, la pubblicità attacca finalmente la sigaretta al chiodo.

Più che al chiodo, la mette proprio con le spalle al muro.

Da anni, infatti, il mondo dell’advertising si batte una volta tanto per una buona causa, ossia la crociata anti-fumo che lentamente ma inesorabilmente sta conquistando tutto il globo.
E questa crociata trova terreno fertilissimo anche in Italia, dove non solo sbocciano a ogni angolo di città nuovi centri per dire addio alla nicotina e negozi in cui si vendono sigarette elettroniche, ma addirittura è nata una sensibilità anche televisiva al problema.
Si tratta del seguitissimo Domani smetto, il programma condotto da Elena Di Cioccio su Sky Uno che ogni lunedì sera aiuta gli aspiranti ex tabagisti a liberarsi dalla schiavitù del fumo.

Ma oltre a questo esempio di televisione bella e buona (bella perché divertente e buona perché persegue obiettivi salutari nel vero senso del termine), il piccolo schermo può vantarsi di altri prodotti che si battono per la stessa giustissima causa: le pubblicità anti-smoking.

Dal piccolo schermo a quello piccolissimo (ossia quello di YouTube, in cui migliaia di virali contro il tabacco vengono caricati ogni ora), c’è ormai l’imbarazzo della scelta per convincersi che è arrivata l’ora di dire basta.
E non si tratta sempre di spot che terrorizzano il fumatore, spiattellando in primo piano i danni ai polmoni, al cuore e all’organismo in generale provocati dalla sigaretta: il meccanismo che sta alla base della maggior parte delle campagne salutiste è infatti quello di aiutare i tobacco addict divertendoli ma, al contempo, facendoli sottilmente riflettere, come del resto fa anche ogni puntata di Domani smetto, in cui c’è da sbellicarsi dalle risate e contemporaneamente pensare.

Ce n’è per tutti i gusti e per ogni palato, dalla pubblicità che ironizza sulla falsa credenza che il fumo sia un ingrediente fondamentale per un party ben riuscito perché motore della socializzazione a quella che punta il dito proprio sul momento sociale o pseudo tale della pausa sigaretta sul terrazzo, che spesso potrebbe rivelarsi più nociva della sigaretta stessa…



E anche in questo caso il Belpaese non rimane indietro, dando anzi il proprio contributo con capolavori della pubblicità sociale quali lo spot del cortometraggio d’animazione Life in Smoke - Una Vita in Fumo, diretto e realizzato dal regista Gianluca Fratellini.
Mentre l’Italia preferisce i contenuti emozionali che fanno riflettere, l’America opta spesso per spot esilaranti in cui il messaggio “il fumo uccide” corre su due binari paralleli: quello della salute dei propri polmoni e quello dell'incolumità di… piccoli animali domestici, che potrebbero vedersela davvero brutta a causa del viziaccio del capofamiglia!



Ci sono anche le geniali pubblicità che fanno breccia nell’orgoglio dell’uomo, come quella che lo dipinge come un pesce che abbocca all’amo della nicotina, e quelle dedicate alle donne in cui la sigaretta è un ex fidanzato stalker di cui non ci si riesce a liberare:



Sempre rimanendo nel campo dell’emotional, innumerevoli sono gli Ad che fanno leva sul senso di responsabilità materno e paterno del fumatore, ovvero quelli con protagonisti i bambini: