Sono passati più di trent'anni dalla morte del mago della suspense che ha terrorizzato - e forse continua a terrorizzare - milioni di spettatori con i suoi capolavori. Durante la sua carriera Alfred Hitchcock ha girato oltre cinquanta film - dall'epoca del cinema muto agli anni settanta - che, nel tempo, l'hanno reso uno dei più influenti e venerati innovatori cinematografici di tutti i tempi. Nella storia del cinema, Hitchcock è infatti rinomato per il suo ingegno, le trame avvincenti, la pioneristica gestione delle camere da presa e l'originale stile di montaggio; la sua magistrale abilità nel tener viva la tensione in ogni singolo fotogramma è ancora studiata ed emulata dai film-makers di tutto il mondo.

Obiettivo dell'esposizione milanese è cercare di indagare e ricreare quell'effetto di suspense hitchcockiano, quella combinazione perfetta di elementi che, nel corso degli anni, ha tenuto tantissimi spettatori con il fiato sospeso nella doccia di un motel, affacciati su un cortile a spiare i vicini o alle prese con uccelli furiosi. Il percorso espositivo racconta la figura di Alfred Hitchcock attraverso i principali capolavori firmati Universal Pictures, la celebre casa di produzione che, acquisendo la Paramount Pictures, ha prodotto i suoi film dal 1940 al 1976.

In questo modo il pubblico potrà rivivere l’ambigua identità de "La donna che visse due volte" (1958), capolavoro divenuto oggetto di venerazione. Una delle storie d'amore più angoscianti del cinema, raccontata attraverso un numero infinito di angolazioni e riprese straordinarie nei luoghi più famosi di San Francisco. Un racconto attraverso le paure, l'ossessione e la psicologia dei personaggi arricchito dalle dichiarazioni dell'attrice Kim Novak, la bionda glaciale protagonista femminile del film.

Il visitatore avrà inoltre la possibilità di ammirare materiale fotografico degli altri celebri film hitchcockiani: "Sabotatori" (1942), "L'ombra del dubbio" (1943), "Nodo alla gola" (1948), "La congiura degli innocenti" (1955), "L'uomo che sapeva troppo" (1956), "Marnie" (1964), "Il sipario strappato' (1966), "Topaz" (1969), "Frenzy" (1972) e "Complotto di famiglia" (1976), suo ultimo film.

Una sala del percorso sarà dedicata a "Gli Uccelli" (1963) di cui, proprio quest'anno, si celebra il 50° anniversario. Uno sconvolgente capolavoro in cui il regista introdusse numerose innovazioni nel campo del suono e degli effetti speciali: con ben 370 trucchi di ripresa, il film richiese quasi tre anni di preparativi a causa della sua complessità tecnica. Il pubblico potrà scoprire dettagli curiosi sui geniali artifici utilizzati per la realizzazione delle scene più memorabili.

Il visitatore avrà inoltre la possibilità di rivivere l'esperienza voyeuristica di 'Jeff' - interpretato da James Stewart - il protagonista de "La Finestra sul cortile" (1954). La critica del quotidiano London Observer lo definì un film 'orribile' perché "c'era un tipo che guardava costantemente dalla finestra". Hitchcock - nella celebre intervista rilasciata a Franτois Truffaut - rispose: "...sì, l'uomo era un voyeur, ma non siamo tutti dei voyeur? Scommettiamo che nove persone su dieci, se vedono dall'altra parte del cortile una donna che si spoglia prima di andare a letto o semplicemente un uomo che mette in ordine la sua stanza, non riescono a trattenersi dal guardare? Potrebbero distogliere gli occhi dicendo: 'non mi riguarda', potrebbero chiudere le loro persiane, e invece non lo fanno, staranno lì a guardare".

Infine in una sala del percorso sarà possibile ascoltare le musiche che hanno fortemente connotato alcuni dei suoi film, tra cui quelle di Bernard Herrmann, compositore statunitense che ha scritto, tra le altre, le celebri soundtrack per “La donna che visse due volte” e il cult “Psyco”. Ci si potrà immergere nei suoni elettronici dei gabbiani che Hitchcock decise di usare nel film "Gli Uccelli" invece della musica: una tecnica altamente sperimentale per quei tempi che risultò essere molto efficace. Lungo il percorso un divertente montaggio dei cammei mostrerà le celebri apparizioni di Hitchcock nei suoi film. Nati come simpatiche gag, i cammei divennero col tempo una vera e propria superstizione. Il pubblico iniziò ad attenderli con impazienza e per evitare che lo spettatore si distraesse troppo durante il film, il regista decise di anticiparli ai primissimi minuti della pellicola.