di Fabrizio Basso

Ci aveva gia provato l’anno scorso Marco Guazzone con i suoi Stag a fare il busker a Venezia. E con ottimi risultati. Al punto che in questo 2013 ci tornerà con una collaborazione radiofonica con Radio 3 ma senza per questo rinunciare a suonare per chi si sobbarca lunghe attese davanti alle sale. Una nuova musica d’aspetto, sulla scia di una grande Festival di Sanremo nel 2012 e di un disco in fase di nascita

Marco Guazzone che fa?
Sto lavorando al secondi disco, al successore de “L’atlante dei pensieri”. Poi andrò a Venezia.
Uscita prevista?
Spero in autunno, ma la discografia di oggi non permette di quantificare i tempi. Siamo ancora alla fase creativa, quella più stimolante.
Perché ancora busker a Sanremo?
Ho, abbiamo con gli Stag la passione per il cinema. Io ho studiato musica da film. E’ un binomio che ispira. Come spettatore sono al quinto Festival.
Già l’anno scorso ci ha provato.
Un test che ha funzionato. Le lunghe code sotto il sole in realtà sono un momento bui: noi cerchiamo di illuminarlo anticipando il cinema con la musica.
Quest’anno avrete da divertirvi.
Ci sono gli omaggi a Bertolucci, Fellini e Pasolini.
Suonate mirate?
Sì, ci stiamo pensando. Abbiamo fatto i busker anche al Festival di Roma e quando è arrivato Stallone abbiamo reinterpretato Rocky.
Come si sposta col pianoforte?
Ci rinuncio. Io suonerò la fisarmonica. E poi ci sono tromba, contrabbasso e percussioni.
Per chi tifa?
Con la nostra musica supporteremo gli italiani: Gianni Amelio, Emma Dante e Francesco Rosi. Quest’ultimo per altro ha fatto un film sul grande raccordo anulare che è il nostro tragitto per andare in studio.
Ha passioni speciali?
Il cinema di animazione. A Venezia ci sarà Miyazaki. Lo seguo fin da piccolo. Gli sono affezionato, è un coraggioso.
La madrina è Eva Riccobono: una serenata per lei?
E’ siciliana. Noi amiamo Battiato e siccome lei è sempre sopraelevata sui tacchi le dedichiamo “cerco un centro di gravità permanente” qualora avesse voglia di scendere dai trampoli e stare a terra.
Le piacerebbe fare una colonna sonora?
Ho fatto musiche per spot e cortometraggi. E’ bello musicare le immagini. Per scrivere una canzone parto da una fotografia, c’è una similitudine.
Cosa la appassiona?
Mescolare pop, rock, soul, elettronica, folk con la musica da cinema.
Per chi vorrebbe commentare le immagini con la sua musica.
In Italia Paolo Sorrentino. In grande Tim Burton, con quel suo muoversi tra l’animazione e il fantastico. Ma lui ha Danny Elfman per le sue musiche e dunque la vedo dura per me.
E se le chiedessero di fare l’attore?
Spero in un ruolo da musicista, magari di altri tempi. Non so recitare.
Dove vorrebbe la portasse la macchina del tempo?
Vorrei essere un musicista nella stagione dei mecenati. Nutrirmi e nutrire di musica e arte in una villa dei Medici.