Anna Magnani insieme a una timidissima e un po’ impaurita Marilyn Monroe che ringrazia a suo modo in italiano. Un frammento in bianco e nero che, pur nella sua brevità, ci può far comprendere quando la figura di Anna Magnani era conosciuta negli Stati Uniti, accomunata alle grande stelle di Hollywood, soprattutto come emblema del grande cinema italiano del dopoguerra.

Del resto la Magnani è stata l'unica attrice straniera a vincere un Oscar nel 1956 per un film girato in inglese, La rosa tatuata, e due anni dopo la nomination per un’altra interpretazione americana, Selvaggio è il vento. Sul periodo hollywoodiano di Nannarella e di altro ancora si parla nel documentario di Marco Spagnoli "Donne nel mito - Anna Magnani a Hollywood" che verrà presentato alla Mostra di Venezia nella sezione ”Classici” e trasmesso l’11 settembre alle 20.50 su Diva Universal (canale 128 di Sky).

Raccontano quegli anni intensi e poco conosciuti il figlio Luca, che ha accolto la cinepresa nella sua casa di via Margutta piena di cimeli e ricordi, il press agent Enrico Lucherini, la biografa Matilde Hockhofler e Caterina D’Amico, direttrice del Centro Sperimentale e figlia della grande sceneggiatrice Suso Cecchi D’Amico. La voce narrante è di Olivia Magnani, la nipote attrice che Nannarella non ha fatto in tempo a conoscere.

Tra il 1953, anno in cui andò negli Usa a presentare "Bellissima", e il 1961 in cui smise di pensare all’America, a Hollywood la Magnani conquistò tutto: il successo, l’ammirazione di intellettuali e cineasti come Cukor e Lumet, l’amicizia con star del calibro di Marlon Brando, Bette Davis, Kim Novak, James Dean, Marilyn. E la devozione del grande Tennessee Williams che scrisse non soltanto alcune pièce teatrali importanti ma che divenne fedele amico della grande Anna.