di Marco Agustoni

Di dive è pieno il mondo. Anzi, forse sono pure un pochino inflazionato. Ma come Cher, sulla cresta dell'onda da oltre cinquant'anni, non ce ne sono altre. Vincitrice di un premio Oscar nell'88 per Stregata dalla luna, con un disco in cima alle classifiche di vendita in ognuno degli ultimi sei decenni, la cantante, attrice e regista costituisce un prototipo di longevità che in tante vorrebbero imitare. Adesso è uscita con il nuovo disco di inediti Closer to the Truth: ecco come lo ha presentato alla stampa.

Come mai un album dopo 12 anni senza dischi di inediti?

La risposta è così banale che mi vergogno: semplicemente mi sono dimenticata che c'era questa possibilità. È stato il mio manager, con la sua insistenza, a convincermi. Ha trovato Woman's World, che poi è diventato il primo singolo, e me l'ha portato. Ho detto: "Va bene, vediamo se ho ancora lo spirito giusto". E ha funzionato.

Woman's World è anche una sorta di inno per le donne?
Non nasce come un pezzo politico, ma dice alle donne di realizzare i propri desideri, per cui sono contenta che sia di incoraggiamento per loro. È spaventosa la percentuale di donne che vengono uccise o maltrattate dai loro famigliari. Negli ultimi anni, i diritti per cui abbiamo lottato con fatica sono sempre più spesso calpestati.

Nel disco c'è anche una canzone, Sirens, che parla dell'11 settembre...
Quando ho cantato Sirens per la prima volta, sapevo che parlava di distruzione, ma non immaginavo che si riferisse direttamente all'11 settembre. Il mio producer, Mark Taylor, non me lo aveva detto perché temeva che questo influenzasse la mia performance. Quando poi me lo ha rivelato, mi ha chiesto di continuare a cantarla come la prima volta, molto asciutta, senza troppa emotività.

Di recente, invece, si è rifiutata di presentare il disco alle Olimpiadi di Soči in Russia?
Ho tanti amici in Russia e per me è stata una decisione difficile. Ma laggiù hanno delle leggi anti-gay pazzesche che vanno contro tutto quello in cui credo. Non avrei mai potuto accettare.

Su Twitter si è anche espressa sul caso Barilla: cosa ne pensa?
L'ho sentito alle news e ho deciso di commentare su Twitter perché mi sembrava una cosa pazzesca. Ma non conoscevo la pasta Barilla, per cui non la mangiavo prima e non la mangerò neppure ora.

A proposito di Twitter, lei ne fa un largo uso...
Mi piace molto, permette ai miei fan di essere vicini tra loro. Ma non so se sia una buona idea che io scriva su Twitter, perché ogni tanto sono un po' troppo onesta e mi spingo troppo in là.

Ad esempio nel commentare sui responsabili dello shutdown federale negli USA?
Si tratta di un pugno di persone che tiene in ostaggio l'intero partito repubblicano e che rischia di portare la mia nazione alla rovina. Sono degli irresponsabili.

Barack Obama è in difficoltà...
Avevo grandi speranze per Obama, ma mi sono reso conto che nel mondo politico ci sono ancora troppi pregiudizi, per cui il partito repubblicano si è posto come unica missione di osteggiarlo. La gente comune, invece, penso che sia contenta di vivere questa svolta e di avere un Presidente nero.

Molti la indicano come modello per le nuove popstar, tipo Miley Cyrus. Si sente un riferimento?

Ultimamente tutti mi chiedono di lei! Mi limito a dire che qualcuno apre le porte, poi tutti quelli che vengono dopo si limitano ad aprirla un pochino di più. Io ho aperto una porta...

A proposito di giovani talenti, nell'album ci sono due pezzi scritti da Pink: come l'ha scelta?
Conosco Pink da tanti anni. È venuta da me con due canzoni e mi ha detto che secondo lei erano perfetti per me. E in effetti hanno funzionato. Lie to Me è andata subito bene, mentre invece Walk Alone ho dovuto registrarla due volte prima di essere soddisfatta della mia interpretazione.

Al cinema non torna più?
Non ho più recitato perché non c'è più stato un film che mi facesse venire voglia di mettermi in gioco. Ma se capitasse qualcosa di diverso non mi dispiacerebbe tornare sul set. Ma soprattutto, vorrei lavorare di nuovo come regista.

Nel frattempo si è dedicata ad altro?
Ora sto scrivendo con un'altra persona una serie televisiva e sto lavorando come consulente su uno show di Broadway sulla mia vita.

La aspetta anche un tour negli USA...
Ho pensato: o parto adesso, oppure non parto mai più, perché poi sarò troppo vecchia. Un tour è troppo faticoso e io sono troppo vecchia. Ora vediamo come va con queste prime quarantanove date, se sarò all'altezza. In caso positivo, aggiungerò qualche data.