di Fabrizio Basso

Un ritorno alle origini. Un’ultima nave salpa dai cantieri abbandonati della sua Newcastle per un viaggio verso un mondo sconosciuto ma affrontato con fiducia. “The last ship” arriva a dieci dall’ultimo lavoro di inediti e Sting lo descrive come un rischio necessario per stupire. Ha scritto oltre 40 canzoni per poi selezionarne dodici. Alcune delle escluse faranno parte del musical omonimo che debutterà nel 2014. Sky Mag lo ha incontrato a Milano.
Sting cosa rappresentano le navi di “The last ship”?
Sono spettri, speranza e messaggi. E' un ritorno alla mia infanzia a Newcastle. I primi ricordi sono una montagna d’acciaio davanti a casa, molto più alta della mia stessa abitazione.
Ci ha vissuto molto?
Per 15 anni della mia vita, ho visto tante navi in costruzione. La valenza simbolica è forte: rappresenta speranza, paura, morte in molti modi. Appena finita andava via e non tornava mai più. Ha mai vai visto un varo?
Purtroppo no.
E’ un episodio apocalittico, fanno un gran rumore, non dimenticherai mai più quella massa di acciaio che parte. Per non tornare più.
Diventerà musical.
Il musical è senso della comunità, del lavoro, è qualcosa che nel mondo occidentale si sta perdendo. Usa ed Europa occidentale sono sempre meno le cose che si fabbricano. A volte la teoria economica è molto astratta e i bisogni della comunità non sono una variabile: per me invece senza comunità non esiste economia.
Che musical ci attende?
Niente di troppo elaborato o costoso, niente marchingegni meccanici: voglio ricreare la storia con la magia del teatro. La maggior parte degli attori sono stati scelti.
Lei ci sarà?
In qualche occasione farò la comparsa e camuffato per non farmi riconoscere. Jimmy Nail è l’attore protagonista, è un mio amico, è la mia musa maschio, viene dalla mia città. Farà il capo cantiere.
Ci sono musical, anche importanti, che hanno fallito.
Si vedono tanti corpi disfatti sugli scenari passati. Ma alla fine del percorso ci sono promesse di gloria che potrebbero davvero essere tali. E’ l’impresa più difficile che ho mai tentato. Il musical è un mezzo espressivo perfetto, ogni canzone ogni personaggio devono combattere per restare in vita. Costante trasformazione ed evoluzione. Idea mia, storia mia, musica mia ma mi faccio aiutare da persone di grande esperienze. Oggi si scrivono pochi musical originali, spesso tratti da film e dunque sai già quel che vai a vedere.
Poi andrà in tour con Paul Simon.
E' stato mio vicino di casa a New York per 25 anni, è uno dei miei mentori: scrive canzoni letterarie, i suoi versi sono entrati nel linguaggio comune.
Come è germogliato il progetto?
L’idea è partita da lui e consiste non nello stare sullo stesso palco ma proprio cantare insieme. E anche miscelare le band. Faremo almeno sette, otto canzoni insieme, stiamo scegliendo quali.
Rischia col musical, rischia con Paul Simon: la attente un futuro incerto.
L'incertezza è essenziale, nella musica si vince se si è capaci di sorprendere.