di Marco Agustoni

Salmo non è nuovo a videoclip “cinematografici”. Già per il suo singolo Rob Zombie, che non a caso deve il titolo a uno dei più interessanti esponenti dell’horror contemporaneo, si era calato nelle atmosfere crude dei film splatter. Ora, per il suo ultimo video, intitolato Space Invaders, si dà alla fantascienza, tra citazioni di grandi classici come E.T. L’extraterrestre e atmosfere da B-movie sci-fi. Ne abbiamo parlato con il regista Jacopo Rondinelli.



Salmo è in giro per le ultime date del suo tour, che lo porteranno il 7 dicembre all'Orion Club di Roma, l'8 al Livello 11 Ottavi di Trepuzzi (LE), il 13 al Teatro Splendor di Aosta, il 14 al Vidia Club di Cesena e il 15 per il gran finale all'Alcatraz di Milano, con apertura di Madman e special guest come Dope D.O.D., Gemitaiz e Machete All Stars.

Partiamo con una domanda banale: com’è nata l’idea per il video di Space Invaders?
Avendo già lavorato con Salmo, con lui ho un rapporto di fiducia reciproca, per cui in questo caso gli ho fatto la proposta iniziale, che a lui è piaciuta molto e che poi abbiamo sviluppato insieme.

Molte citazioni sono evidenti, altre meno: ti va di svelarci qualche chicca?
La più esplicita è quella di E.T., con la bicicletta che passa davanti alla luna, che ormai fa parte dell'immaginario collettivo. Nelle altre scene più che delle citazioni vere e proprie, spesso ci sono dei richiami. Ad esempio, quando Salmo sta davanti a una tapparella da cui entrano delle luci, come se ci fosse fuori un'astronave, è un riferimento a Incontri ravvicinati del terzo tipo e a un altro film degli anni '80 che si chiama Explorer. Invece la scena con loro vestiti da guerriglieri urbani, con il palazzo attaccato dalle astronavi, ha un'estetica da fantascienza contemporanea con un approccio più documentaristico, come District 9 o certe sequenze di guerra in Transformers. O ancora si richiamano non dei film in particolare, ma dei filoni cinematografici, come quello dei B-movie.

Come hai lavorato a costumi e scenografie?
Prima di fare il regista, per tanti anni mi sono occupato di scenografie ed effetti speciali. In quel periodo ho collaborato più volte con Victor Togliani, uno dei maggiori esperti e illustratori di fantascienza italiani, che ha realizzato molte copertine per la serie di libri Urania e per dischi di muscisti come Elton John e Grace Jones. Essendo ormai un amico, ho voluto coinvolgerlo per unire le forze e anche per rispolverare un po' di materiali che avevamo entrambi da parte, che siamo riusciti a riutilizzare nel videoclip. Quindi alcune scene sono state pensate proprio in funzione di cose che noi avevamo a disposizione.

Salmo e Nitro, pur essendo dei rapper, si cimentano come attori. Come se la sono cavata?
È filato tutto molto liscio. Poi Salmo è ormai abituato a girare video e ha un'attitudine molto positiva, perché rispetto ad altri artisti italiani un po' menosi, non ha paura di sconfinare nell'autoironia.

Come hai ricordato ha già lavorato con Salmo, ad esempio al video di Killer Game: è una collaborazione destinata a continuare?
Ci sono altre cose in programma, adesso bisogna vedere come gestirle. Credo che per questo disco uscirà al massimo un altro video, ma Salmo sta già cominciando a pensare un album nuovo. Quindi si potrà pensare a lavorare su altri progetti. Poi facendo lui parte di un collettivo, la Machete Crew, e di un'etichetta come Tantaroba, è possibile che la collaborazione si estenda. Dopotutto è quel che ha sempre fatto lui: formare un gruppo di lavoro.

Visto il tema del video, sei un appassionato di fantascienza?
Sì, venendo dal mondo degli effetti speciali e della scenografia ed  essendo cresciuto in un periodo in cui la fantascienza aveva un certo peso, quando è venuta fuori l'occasione di fare un video come questo ero molto contento, perché in Italia l'ambito fantascientifico viene toccato molto raramente. È stato quasi un momento di sfogo!

È possibile fare bene fantascienza con pochi soldi ma tanto ingegno?

Penso assolutamente di sì. Per me il peso di un film lo dà la storia, più che i mezzi con cui è realizzata. Ad esempio ci sono questi due ragazzi italiani chiamati Fabio & Fabio, che fanno corti di fantascienza da almeno dieci anni. Loro hanno fatto un film prodotto in parte a Hollywood, True Love, girato quasi in un'unica stanza, ma con una storia molto particolare. Insomma, credo che si debba osare un po' di più. Poi adesso con internet o con il crowdfunding in stile Kickstarter è il momento buono per buttarsi e provare a fare qualcosa anche senza grandi mezzi di partenza.

Un classico della fantascienza che ha cambiato il tuo modo di vedere il cinema?

Ce ne sono tanti, ma a colpirmi più di tutti forse è stato Alien, perché fino ad allora non si era mai vista una cosa del genere, una fantascienza che racchiudesse anche l'horror e rappresentata in modo così innovativo.

Uno film o serie tv recente che ti ha colpito?
Così su due piedi non mi viene in mente molto, forse perché adesso più che mai si punta sull'effetto speciale a discapito della creatività. Non mi è spiaciuto District 9. E forse ancora di più Cloverfield, che ora comincia a essere un po' datato, ma quando uscì qualche anno fa, ebbe un impatto potente.

Potendo sognare, un film sci-fi di cui ti piacerebbe girare il sequel?
Domanda difficile... forse un classicone come E.T. Ecco, un ritorno di E.T. sulla terra negli anni 2000 potrebbe essere un buono spunto.

Quali sono i tuoi videoclip di cui sei più fiero?
Devo dire che questi ultimi due che ho girato con Salmo sono tra quelli che mi hanno dato più soddisfazioni, Killer Game ha anche vinto il Premio per il miglior videoclip indipendente al MEI e anche Space Invaders, pur essendo appena uscito, ha avuto ottimi riscontri. Anche i video che ho girato per Il teatro degli orrori, oppure Butter, che ho fatto per Bloody Beetroots qualche anno fa in America.