Ma come è l'amore ai tempi di internet? Come ci si corteggia sui social? Senza gli ammiccamenti, senza gli sguardi? Sky Cinema 1 lo racconta lunedì 10 febbraio alle ore 21.10 in Amore Oggi, un film in quattro storie che declina i sentimenti da differenti punti di vista. Il film sarà poi giovedì 14, sempre alle ore 21.10, su Sky Cinema Passion. Ma per approfondire ci siamo rivolti a chi il cuore lo ha messo nella sua musica. Il nuovo disco, in uscita il 20 febbraio, ne è affrancato per scelta, ma Noemi è arguta nel leggere i palpiti in rete.

Noemi manca poco a San Valentino...
Lo so pensi che io ne vorrei uno ogni giorno.
Ma siamo nella stagione dell'amore in rete

Ma perché viviamo un amore precario che riflette la nostra società frammentata.
Quale è il danno maggiore?
La perdita del concetto di famiglia perso e l'affievolirsi del rapporto umano.
Quale è l'elemento che più la fa inorridire?
Che ci si molla tramite un sms, spero che si recuperi la dimensione umana.
Nel suo "Made in London" l'amore è un po' marginalizzato.
Non ne parlo molto, è vero, ma l'amore resta una grande scommessa.
Che si deve fare?
Bisogna investire sulla vita a due.
E invece?
Si sta in ognuno nella propria stanzetta, ci si fossilizza sui blog e ci si parla con messaggini. Dovremmo esprimerci di più, serve il contatto, almeno visivo, quando si parla.
C'è poi una nuova forma di narcisismo che ci fa concentrare su...noi stessi.
Chiamiamola come vuole, narcisismo o egocentrismo, ma è dannosa. Ne tratto in "Passenger": in quest'epoca in cui il comando è diventato una ossessione proviamo a pensare di più a noi come passeggeri.
San Valentino ha ancora un senso?
E' bella come giornata e l’amore è universale, non conosce il sesso.
Ma ha un senso?
Sì, perché dovrebbe esserlo tutti i giorni per chi si ama.
Intanto lei torna al Festival di Sanremo.
Ho proposto due canzoni secche ma che raccontano l’essenza del mio disco "made in England".
Può vincere?
Non vado all’Ariston per vincere ma per dare il giusto rilievo al mio lavoro.
Ha preferenze tra “Bagnati dal sole” e “Un uomo è un albero”?
Sono serena su quale verrà scelto dalle giurie per affrontare tutto il Festival, entrambi mi rappresentano.
Ci racconta la filosofia di “Made in London”?
Volevo cambiare le carte in tavola. Andare a Londra è stata un’altra cosa: mi ci sono trasferita domandandomi se si può fare un disco che suoni internazionale senza perdere la mia identità di italiana, evolvere senza perdermi perché credo che la musica italiana sia una grande cosa.
La risposta è in questo disco. Volevo essere meno banale e più coraggiosa, questo disco sono io.
Come è la vita a Londra?
Sembra fredda ma invece c’è amore per la creatività. Continuerò a frequentarla.