di Fabrizio Basso

Ed eccola la scossa techno-elettrica, con sane striature di poesia, che può dare uno scrollone alla musica. In questa stagione di note stereotipate qui si resta spiazzati, ci vuole un po' per entrare nei gangli di Futura Resistenza, l'opera prima dei Fluon. Che sono Andy (voce, sax, synth), Faber (programmazione, synth), Fabio Mittino (chitarra) e Luca Urbani (voce, synth). Abbiamo intervistato l'ex Bluvertigo Andy.

Andy, finalmente il disco.

E' vero e io non mi sono mai sentito così a mio agio.
Da frontman?
Cantare mi diverte tanto, mi piace.
Pentito di non averlo fatto prima?
Assolutamente no, il passato è passato ed è legato ad altre esperienze. Ora sono in pista con i Fluon.
Ci presenta il progetto?
C'è la ricerca di uno stile personale, accattivante e ipnotico.
Musicalmente?
Si traduce in ritmi serrati che enfatizzano i testi, capaci di intrappolare la realtà con estrema lucidità. Spaziando dall’elettro pop alla dance, Futura Resistenza riassume l’estetica e la visione creativa di una band che ha fatto del proprio rapporto con i fan il suo punto di forza.
Che vi hanno aiutato a realizzare il disco?
Sì abbiamo fatto una colletta in rete e abbiamo raccolto i soldi. E ora chi ci ha sostenuto sulla fiducia è diventato nostro amico, ci vediamo, passiamo serate insieme.
Nel famoso capannone di Monza?
Proprio lì. C'è sempre gente, un punto di ritrovo.
Musicalmente è essenziale.
Nell'epoca in cui si cerca il ridondante noi siamo andati a togliere il superfluo.
E le sue altre arti?
La pittura prosegue. Parteciperò a una collettiva alla Brick Lane Gallery di Londra. Ho fatto un primo piano in plastica del David di Michelangelo da contrapporre a un altro David...Bowie.
Sul campo a tutto tondo.
Sì e aggiorno tutto in tempo reale: chi vuole sapere che faccio, incrociarmi può andare sul sito, su Facebook e su Twitter.