di Fabrizio Basso

Una rockstar che non ha paura del futuro, che sa leggere in filigrana la musica, gli stili e le parole. Idhea si propone come uno dei nuovi volti della musica italiana da esportazione. La abbiamo intervistata in occasione dell'uscita del suo album No Chains e con un piccolo anticipo sull'uscita del videoclip che accompagna il brano Non è possibile.

Idhea la musica al primo posto?
Sempre, ma ho anche un'altra missione importante, la laurea in Lingue e Letterature Straniere.
Una laurea è sempre utile.
Ha ragione. Io vorrei vivere di musica ma è difficile ed è per questo, oltre che per soddisfazione personale e per la gioia della mia famiglia, che la laurea la voglio portare a casa.
Perché un nome così illuminante?
Per poter essere ricordata facilmente, per poter ambire, un domani, a un mercato estero, perché è una parola che ricorre spesso nei dialoghi.
Quell’acca?
Una mia personalizzazione.
In No Chains ci sono tre canzoni straniere.
La lingua inglese mi affascina, la padroneggio bene e sono desiderosa di volare Oltremanica o Oltreceano.
Lascerebbe tutto?
Sono molto legata a Bordighera, in Liguria, dove ho sempre vissuto. Ma so che per provarci non devo essere ancorata a un luogo.
Pronta a trasferirsi?
Certo. Non importa se Milano, Roma o altrove.
Cosa importa?
Che siano l’occasione e il momento giusti.
Ha un animo No chains
Significa libertà. Materiale e mentale, che liberi dalle gabbie fisiche e psicologiche.
In Inno alla terra affronta tematiche ambientali.
Mi sta a cuore l’argomento. Il pianeta è contaminato, la mia è una canzone di allarme ma pure di speranza.
Anche l’amicizia è un tema che ricorre sovente nelle sue liriche.
Ha ragione. La tratto approfonditamente in Un’amicizia così: è molto autobiografica, narro esperienze negative e la difficoltà a tenere in piedi relazioni trasparenti.
Cè qualcuno cui si ispira?
Michael Jackson sopra tutti, è un punto di riferimento musicale.
In Italia?
Laura Pausini, Elisa Toffoli e Giorgia Todrani. Una triade meravigliosa.