di Marco Agustoni

Chi lo avrebbe mai detto... l'hip hop sul palco del teatro lirico all'aperto più importante al mondo. Sulla carta, a qualcuno l'idea di far esibire i protagonisti dell'hip hop italiano all'interno della splendida Arena di Verona poteva sembrare folle. E invece il concerto del 14 luglio intitolato non a caso Hip Hop TV Arena è stato un successone con tanto di sold out.

Adesso, chi si è perso o chi vuole rivivere le emozioni di quella serata, con le esibizioni sul palco di Fedez, Emis Killa, J-Ax e Club Dogo (con tanto di orchestra sinfonica), potrà farlo giovedì 31 luglio su Hip Hop TV, quando il concerto sarà trasmesso in prima serata alle 21 sul canale 720 di Sky. L'evento sarà disponibile anche su Sky On Demand e su Sky Go. Per prepararci all'Hip Hop Arena come si deve, ne abbiamo parlato con Max Brigante, conduttore e direttore artistico della serata.

Cos'ha significato portare l'hip hop sul palco dell'Arena di Verona?
Ha significato tante cose. Perché l'hip hop ce lo abbiamo portato, su quel palco. 20 anni fa l'hip hop lo suonavamo nei bar. Poi dai bar si è passati ai piccoli club, da questi ai grandi club e poi, in alcuni casi, ai palazzetti. Ma al di là della soddisfazione personale, è la prova che questo è un genere che attraverso i suoi protagonisti è diventato qualcosa di importante anche in Italia, come lo è nel resto del mondo. I rapper sono primi in classifica, sono ospiti in tv, testimonial nelle pubblicità e questo sold out all'Arena è un ulteriore conferma.

Portarcelo, l'hip hop all'Arena, non dev'essere stato facile...
In effetti le cose non sono mai semplici. Con l'Arena ci sono stati una serie di contatti, ma la chiave che ne ha aperto le porte è stato il raccontare da un punto di vista sociale cosa l'hip hop avrebbe portato su quel palco. Tra l'altro, affiancando dei rapper a un'orchestra sinfonica. Si trattava di un crossover senza precedenti, non solo musicale, ma anche di sacro e profano, di generazioni di ascoltatori. E poi per tanti ragazzi si trattava della prima occasione di entrare nell'Arena di Verona. Questa importanza è stata recepita e da lì abbiamo cominciato a lavorare duro per realizzare questa visione. Siamo stati ripagati non solo dal sold out, ma anche dall'amore del pubblico, che ha capito quanta fatica c'era dietro l'evento e anche quanto era grande l'impresa. Chi c'era, ha capito che stava prendendo parte alla storia della musica italiana.

Anche scegliere l'allstar da portare sul palco dev'essere stato difficile: come ha fatto?
Già, l'hip hop gode di ottima salute e in tanti sarebbero potuti salire su quel palco. E io avevo l'arduo compito di scegliere. Volevamo due artisti vicini ai giovani, e lì la decisione è stata immediata: Fedez ed Emis Killa. E poi volevamo due senior. La scelta di J-Ax è stata doverosa, perché è il padrino assoluto di questo genere musicale. I Club Dogo li ho voluti perché dopo i loro dischi da solisti mi piaceva rivederli assieme per la prima volta in un'occasione così importante.

Gli artisti si sono trovati a loro agio con l'orchestra?
Hanno affrontato la sfida con il giusto approccio mentale: l'apertura. Hanno lasciato lavorare il maestro e l'orchestra. E durante le prove l'entusiasmo è stato grandissimo, perché se senti un tuo pezzo eseguito da trenta elementi, acquisisce una potenza unica. Emis Killa ha addirittura scherzato con l'orchestra: "Per colpa vostra avrò un problema con i concerti, perché d'ora in poi vorrò sempre portarmi dietro l'orchestra!".

Era emozionato all'idea di condurre un evento di questa portata?

Molto. Ma per fortuna ho avuto così tanto da lavorare che ho pensato alla mia conduzione solo mezz'ora prima dell'inizio, e così sono andato più a cuor leggero. Da presentatore, è senza dubbio il ricordo più bello della mia carriera.

Il momento più emozionante?

Mi sono piaciute tantissime cose. Così a caldo, ho adorato l'intro con orchestra su un pezzo di Fedez molto sentito che si intitola Si scrive schiavitù si legge libertà. E poi il finale con tutti gli artisti sul palco a cantare We Will Rock You assieme a Francesco Sarcina. Sono un idealista e lo vedo come una dimostrazione di quanto sia unito oggi l'hip hop italiano.

Che emozioni proveranno quelli che seguiranno l'evento in tv?
Le stesse di chi - musicisti, manager e quant'altro - passava in sala montaggio e rimaneva incollato allo schermo, sbalordito dallo spettacolo. Sono davvero contento, perché si tratta di una produzione televisiva di altissimo livello.

Uno dei protagonisti della serata, Fedez, è uno dei nuovi giudici di X Factor: come pensa che se la caverà?
Parto da una constatazione: Fedez è un ragazzo estremamente intelligente.  Qualcuno è stato lungimirante, perché Sky ha fatto un grandissimo acquisto, anche perché Fedez è un top player. Nonostante sia giovanissimo, è uno che apre bocca solo se ha un concetto da esprimere. Sono sicuro che farà la differenza in questa edizione di X Factor.

Si sente di dargli un consiglio?
Il mio consiglio è di non allinearsi al pensiero comune ma di rimanere sempre se stesso. Ma non c'è bisogno che glielo dica, perché sono sicuro che farà così...