Come tutti gli oggetti del desiderio, sanno prendere le forme più strane ed estreme. E, soprattutto, sono in grado di spaziare attraverso le epoche storiche e le diverse latitudini del pianeta, senza perdere la loro carica iconica. Per rendersene conto basta fare un salto a New York, dove al Brooklyn Museum ha appena inaugurato da poco l’esibizione “Killer Heels: The Art of the High-Heeled Shoe”. Nelle bacheche del museo della Grande Mela si possono ammirare più di 160 modelli di scarpe con tacchi ora vertiginosi, ora sperimentali, ora semplicemente provocatori.


Non a caso gran parte delle scarpe selezionate dai curatori provengono da Italia e Francia, paesi in cui la ricerca stilistica dei grandi stilisti si è spesso focalizzata sulle scarpe. Basti pensare a una casa di moda come Louboutin, ormai sinonimo di tacchi mozzafiato. O allo stiletto Ferragamo indossato da Marilyn Monroe nel 1959. O, ancora, agli iconici “heels” di seta, metallo e vetro realizzati da Roger Vivier per Dior nel 1960. O, per andare in ambito artistico, le scarpe disegnate da Elsa Schiaparelli in collaborazione con Salvador Dalì nel 1937.



La mostra offre un originale percorso nella storia dei tacchi, partendo dagli esemplari. Come le “zeppe” realizzate in Italia intorno al 1650, fatte di seta, pelle e lana. O, ancora, i modelli a “piattaforma” diffusi in Cina nel 1800.


Non possono mancare poi le realizzazioni più contemporanee. A cominciare dai modelli più complessi stampati in 3D.


Per restare in ambito contemporaneo, ecco un modello più estremo: il tacco in pelle nera da 20 cm realizzato di recente per Lady Gaga da United Nude.


Sempre da United Nude sono stati poi prodotti questi tacchi sperimentali, disegnati dall’archi-star Zaha Hadid.


Proprio alle contaminazioni tra moda e architettura sarà dedicata una sezione della mostra. I curatori hanno poi commissionato sei cortometraggi che indagano da un punto di vista visivo l’impatto dei tacchi nelle nostre vite.

Guarda il video dell’artista Rashaad Newsome