Anastacia ha lanciato la parte italiana del Resurrection Tour 2014, la tournée che la sta portando sui palchi di tutta Europa. Il debutto a Milano è iniziato nel pomeriggio con un evento davvero speciale ed esclusivo a cui abbiamo partecipato e in cui la cantante americana ha annunciato il suo personalissimo regalo ai fan del nostro paese: una collaborazione con Kekko Silvestre, voce e anima dei Modà. Il concerto di Anastacia si è tenuto al Fabrique di Milano davanti a circa 3000 persone in attesa davanti al locale fin dalla prima mattinata. Le aspettative erano alte, il risultato ottimo. Anastacia ha portato a termine il concerto più difficile della sua carriera, come ha detto lei stessa, la quasi totale assenza della voce ha messo in bilico il successo della serata, ma con la forza che la contraddistingue non ha voluto deludere i suoi fan. In occasione della presentazione pomeridiana del progetto Lifeline/Luce per sempre con Kekko, l‘abbiamo intervistata.

E’ pronta per questo nuovo tour e per il contatto con il pubblico?
Mi sembra la prima volta, è tanto tempo che non salgo su un palco per cantare la mia musica con i miei fan. Ogni volta è sempre diverso, la musica cambia, l’amore dai miei fan è cresciuto, ogni volta sono sensazioni nuove. Sono contentissima di tornare su un palco, saltare, urlare, è bellissimo…
Poi c’è la collaborazione con Kekko.
Sono davvero onorata di collaborare con lui in questo viaggio.
Com’è nata la vostra collaborazione?
Tutto è cominciato a Roma, ospiti entrambi di un programma televisivo. Ci siamo parlati dopo le rispettive esibizioni e gli ho chiesto di scrivere qualcosa per me. Gli ho dato un mese, se ne è presi due.
Come è stato cantare in italiano?
Non ho mai voluto cantare così tante frasi in italiano, in genere mi limitavo a una, ma con lui è stato diverso. Sentirlo cantare mi ha fatto appassionare.
E’ stato difficile?
In studio di registrazione mi hanno detto che avrei avuto venti minuti di tempo, quindi dovevo fare in fretta, così ho scomposto le varie parti delle frasi e le ho imparate e memoria.
Chissà che ansia.
Inizialmente pensavo di distruggere la musica, non credevo di essere in grado di cantare in italiano, ma Kekko mi ha dato la forza. Ho ascoltato la lingua italiana per tantissimi anni, per vari motivi, e così alla fine è stato piuttosto facile.
Come procedono i suoi impegni umanitari?
Nel 2003 ho aperto la mia fondazione per la raccolta fondi in favore della battaglia contro il cancro e ho sempre continuato a sostenerla. Ci sono molte associazioni che seguo, quelle che mi toccano il cuore. Proseguo con convinzione.