Il rocker innocente presenta la sua…innocenza a Bari. Vasco Rossi ha scelto il Medimex, la più importante fiera musicale italiana, per raccontare il suo nuovo album Sono innocente. Dopo quattro singoli arriva il disco e contemporaneamente su Sky Arte va in onda l’ultima puntata di un intimo incontro con l’artista: l’appuntamento è alle ore 21.45 di mercoledì 5 novembre. E’ il capitolo finale di un viaggio lungo cinque puntate, una vita fatta di sigle, da Blasco a Kom, che non enuncia assiomi ma condensa i Komandamenti di un artista che ha segnato almeno tre generazioni.

Lo abbiamo intervistato a Bari.

Vasco si sente realmente innocente?
Se non è innocente l’uomo è innocente la sua opera.

Ma c’è una canzone che invoca la sua innocenza.
Ha ragione ma c’è anche un ma che apre mille interpretazioni. Ma poi chi è innocente e chi colpevole?

Potrebbe spiegarlo lei.
Qualcuno sostiene che i buoni se la passano bene di notte e i cattivi di giorno, io sono fuori categoria, sto sempre bene.

Si può cambiare il mondo?
A condizione che tu voglia mutare anche le cose che ti piacciono.

Se piacciono…
Il mondo è un pacco completo e se le accetti devi essere pronto a cambiare tutto, compreso quello che funziona.

Come presenta il suo album Sono innocente?
E’ un album ricco di contrasti e chiaroscuri. E’ molto rock.

Che cos'è il rock?
Un linguaggio estremo che si dibatte tra ballad struggenti e pezzi furibondi. E’ provocazione, è ironia e auto-ironia.

Perché ha pubblicato quattro singoli prima del disco?

Oggi la discografia funziona così, si chiamo urgenze artistiche e comunicative. Mi piaceva l’idea di sentire una mattina una canzone nuova e dunque ho fatto uscire L’uomo più semplice poi Cambia-menti, Dannate Nuvole e Come vorrei.

Infine il disco.
Dopo un po’ di assaggi hai voglia di un’opera completa. Sono innocente è il nuovo capitolo della saga di Vasco Rossi.

Nella cover sembra il Colonnello Kurtz di Apocalypse Now.
Dice? Sarà che c’è chi mi giudica un corruttore di menti giovanili.

Sbaglia?
Di più, non ha capito niente: io racconto la realtà che vedo, non la invento. Se volete mi dichiaro colpevole.

Lo è?
Ammetto qualche errore di gioventù ma mi resta solo la cicatrice e non fa più male. Aggiungo che rifarei tutto perché ho fatto ogni gesto con consapevolezza.

E’ sempre il rocker “numero 1, 2 e 3 e poi c’è la bagarre per il quarto posto?
Era una battuta che potevo evitare per non attirare antipatie.

Che fa il Vasco 2.0?
Leggo pochi giornali per non sapere come è malmessa l’Italia. E compenso leggendo dei libri.