All’altezza dei nostri piedi esiste un mondo segreto abitato da minuscole creature: per scoprire questo regno avventuroso e magico ci vengono incontro le innovative e ravvicinate tecniche di ripresa 3D, con cui sarà possibile osservare questi “micromondi” e scoprirne le dinamiche e i segreti sulla loro organizzazione. Queste innovative tecniche di ripresa sono state usate dalla BBC per la produzione ad alto budget Hidden Kingdoms - Micoromondi 3D, che arriva in prima visione esclusiva 3D su Sky 3D, canale 150, sabato 29 novembre alle 21.00.

Andato in onda per la prima volta su BBC One il 16 gennaio 2014, il documentario porta lo spettatore in un mondo in miniatura unico e inesplorato, immergendolo nella vita ricca di azione degli animali più piccoli, che popolano sei dei paesaggi più iconici del pianeta: le aperte pianure della savana africana, il deserto dell'Arizona, le foreste del Borneo, i boschi del Nord America e le giungle urbane di Rio e Tokyo. Narrato dall’attore Stephen Fry nella versione originale, Hidden Kingdoms 3D utilizza un approccio innovativo e impiega una gamma unica di tecniche di narrazione e di ripresa per ricreare le prospettive proprie di questi animali: dal punto di vista di questi piccoli eroi ogni cosa sembra gigante.

Grazie all’esperienza immersiva del 3D, allo spettatore sembrerà di camminare tra fili d'erba nella giungla più fitta, durante la sessione di caccia di una lucertola, come in una visita a Jurassic Park. Per creare questo punto di vista unico e illustrare le notevoli capacità e strategie di queste minuscole creature, Hidden Kingdoms 3D implementa la tecnologia “blue screen” con fotocamere “ultra high-screen”, e include alcune scene in slow motion a 1.500 fotogrammi al secondo a dir poco spettacolari.

Per descrivere il documentario, il produttore esecutivo, Mike Gunton, ha dichiarato: "Le persone non hanno mai davvero cercato di filmare in questo regno, perché è molto difficile. Abbiamo pensato: perché non guardare a questo mondo come se stessimo filmando un grosso animale, nel modo in cui ci piacerebbe filmare un leone o un elefante?  Una volta che si entra in questa mentalità ci si rende conto che questi animali sono in realtà più emozionanti, più intriganti e più drammatici rispetto ai grandi animali".