Il #GUERRIERO è tornato. E lo abbiamo incontrato e intervistato. E' tornato con un progetto diverso, dove la sua natura vocale è stata un po' contenuta rispetto al passato, ma ci ha mostrato un Marco Mengoni che non conoscevamo. Il disco si intitola #PAROLEINCIRCOLO e già qui è racchiusa la magia. C'è stato un lavoro forte a livello testuale e la musica si è sviluppata su più livelli, dal rythm'n'blues fino ad archi, fiati e chitarre losangeline.

Conosco Marco dai tempi di X Factor e ne ho seguito e apprezzato la crescita. E' uno dei pochi artisti che incontri ai concerti altrui. Che gli piace vedere dove va il mondo della msuica. E' uno dei pochi che ha scelto di collaborare con coetanei, e l'agenzia ShipMade che ne ha curato la grafica è l'esempio più evidente, uno dei pochi che in questa stagione difficile ha accettato di schierarsi dalla parte dell'essere umano, uno dei pochi che sa trattare alla pari con l'etichetta discografica, è uno dei pochi che ha dei fan veri e non legati al momento.

Io credo che Marco Mengoni sia lo specchio del terzo millennio. Sia l'artista completo, che sa delegare ma che ha tutto sotto controllo. Che ha orecchio anche quando non serve e che usa tutti i sensi. Seguitelo in questa sua marcia perché chi si oppone a lui significa che non è al passo con i tempi. Perché non è una questione di gusti ma di passione. E Marco tutto quello che produce, compreso quello che finisce in un cassetto, lo fa con amore. Perché abbiamo bisogno di amore.