L'allegria e l'ironia. Questo sono i Kutso, una delle band più divertenti e irriverenti dell'ultimo decennio. Centinaia di concerti sulle spalle, e sulle gambe, una grinta contagiosa e una innata cappacità di istigare il proprio pubblico a pensare. Si sono presentati all'ultimo Festival di Sanremo con Elisa, il nuovo disco si intitola Musica per persone sensibili e il precedente è Decadendo (su un materasso sporco). Con questi titoli o si amano o si va in terapia. Meglio la prima, parola di chi scrive che li conosce assai bene.

Ci togliamo subito il dente Elisa?
E' l'eterna storia di un amore tra un uomo e una donna letto in modo, speriamo, diverso.
Quindi come va interpretato?
In modo ovvio: lei razionale e idealista lui superficiale e materialista. Il fracasso della canzone è lo stesso che c'è tra le mura domestiche. Solo che quello talvolta resta intrappolato...in casa.
Musica e performance fuori dagli schemi: cosa cercano i Kutso?
Non abbiamo un’intenzione precisa, sicuramente dal punto di visto testuale le nostre canzoni sono un parlare a se stessi, senza farsi sconti, con un’amara “simpatia”.
Ecco perché c'è una amabile distonia tra musica e parole...
La nostra è una musica solare, gioiosa in contrasto con i testi volutamente definitivi e disfattisti.
Quanto è difficile fare musica in Italia?
Siamo ottimisti, essendo crollato tutto l’apparato del mondo della musica, si sta creando un mercato non più legato ai dischi.
Credete dunque che sia un buon momento per fare musica?
Sì. Un progetto come il nostro sta crescendo, come tanti altri progetti senza andare in rotazione in televisione o nei talent show. C’è un nuovo fermento molto importante Italia, difficile da comprendere per i media, ma la gente lo vede e partecipa.
I vostri live sono delle vere e proprie esibizioni, con tanto di vestiti creati ad hoc: quanto sono esibizionisti i Kutso?
Assai. Non c’è il trasformismo come punto d’arrivo nella nostra musica, lo continua a fare solo il nostro chitarrista, l’unico che si traveste sul palco.
A voi cosa interessa?
Che il nostro concerto sia una festa scomposta, ci rifacciamo molto all’idea di esibizione live di Iggy Pop, ci piace l’idea di perdere il controllo sul palco, il non sense applicato al momento del concerto. Vedrete che bolgia alla Salumeria della Musica di Milano e in tutte le altre date che verranno. Seguiteci sui social.
C'è qualcuno dal quale avreste voluto sentirti dire complimenti, che bel disco?
Non abbiamo dei miti. Stiamo cercando di avvicinarci a una comprensione della vita. Però se dobbiamo rispondere alla sua domanda vogliamo farlo pensando in grande: ci sarebbe piaciuto conoscere Pier Paolo Pasolini.