Francesco Baccini canta Pino Daniele. Il 19 marzo l'artista napoletano avrebbe compiuto 60 anni e Napoli, la sua città, lo ricorderà con una giornata speciale, colma di musica ed eventi. A questa festa è invitato anche Francesco Baccini, il solo che viene da fuori regione. Il cantautore genovese ha composto una canzone dedicata a Pino Daniele che entrerà dell’album in lavorazione e il 19 marzo potrebbe essere proposta in anteprima proprio a Napoli. Lo abbiamo intervistato.

Francesco Baccini che canzone è?
Un omaggio all’amico e all’artista. La ho scritta a quattro mani con Andrea Rivera e sarà nel mio nuovo album.
Come si intitola?
Ancora non lo dico.
E che album sarà?
Segna il mio ritorno al rock.
Come è nata?
Spontaneamente. Pino è come Fabrizio De André: si respira dappertutto.
Quando vi siete conosciuti?
Sul finire degli anni Ottanta, eravamo parte la stessa etichetta discografica, la CGD. Lui arrivava da un periodo difficile e si stava rilanciando grazie a quel successo che fu, ed è, ’O scarrafone. Me lo fece sentire in anteprima e ho percepito, nella sua musica e nella sua voce, un rinnovato entusiasmo.
Però non avete mai perseguito progetti comuni.
Non è mai capitato, ma una volta ci siamo andati molto vicini.
Quando?
Era il 1991 al Festival di Montreaux, fu una delle rare occasioni in cui l’Italia era ben rappresentata a quel Festival. Purtroppo Pino fu bloccato da una indisposizione. Poi più volte ci siamo proposti di incontrarci e studiare qualcosa insieme ma non è mai capitato.
Perché lei alla giornata dei sessant'anni?
Sono molto legato Nello Daniele, il fratello. Quando hanno organizzato la giornata del 19 l’idea di avere uno straniero è piaciuta.
Presenterà l'inedito scritto per Pino?
Me lo chiedono, ci sto pensando, sarebbe una bella sorpresa per tutti.
Cosa altro farà?
Mentre i suoi amici di Napoli proporranno il suo repertorio napoletano, io eseguirò uno dei suoi capolavori in italiano.
Cosa?
Vorrei eseguire Quando, è una delle mie preferite e c’è anche un legame con Massimo Troisi. Ma ho qualche dubbio.
Come mai?
E' una canzone nata per il pianoforte e farne un arrangiamento chitarristico è arduo. Non c’è un precedente, anche solo a livello di soluzione armonica.
Se non trova una soluzione soddisfacente?
Plano su Anna verrà.
Proporrà anche qualcosa di suo?
Le idee sono due: Genova blues e un omaggio a Luigi Tenco oppure un medley che raccoglie un po' di mie canzoni.
Pino Daniele come Fabrizio De André?
Le analogie sono tante. La nostra vita è così frenetica che quando se ne va un personaggio così importante ti fermi e quasi ti stupisci. Resta un senso di vuoto.
Dovuto a cosa?
Forse oggi siamo molto più soli, la musica ha smarrito la socialità che ne è sempre stata un elemento distintivo. Ora è troppo spesso un sottofondo.
Il declino quando è iniziato?
Secondo me a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta quando i ritmi per ballare hanno preso il sopravvento e più che ascoltare pensavi a scuotere ossessivamente la testa.
Come si può rimediare?
Con Patrick Djvas della Premiata Forneria Marconi stiamo elaborando un progetto che racconta cosa è la musica.
Cos'è?
Oggi si vive di cover e siamo divisi per fasce di età. Io faccio musica da una vita e vi assicuro che saper stare su un palco non ha nulla a che fare con la carta di identità. Anzi in questo mestiere più passano gli anni più si migliora.