Da Virgilio di Piero Ciampi a Virgilio di se stesso. Bobo Rondelli è uno dei personaggi più eclettici della musica italiana e dunque non poteva sfuggire a Sky Arte. C'è stato un primo approccio in occasione di uno speciale su Piero Ciampi, nel quale il livornese Bobo ha fatto da guida nella storia del suo indimenticato ma sottovalutato concittadino Ciampi,  ora torna sul canale 120 di Sky sabato 21 alle ore 19.35 con Ritratti - Bobo Rondelli per raccontare il suo disco Come i Carnevali.

Bobo Rondelli di nuovo su Sky Arte.
Si vede che gli sono simpatico.
Prima ci ha portato nel mondo misterioso di Piero Ciampi.
Ero il Virgilio del programma. Ho molto amato l'artista Ciampi e poi sono certo che apparire su Sky Arte mi aiuti a uscire dalla Toscana.
Le pesa la regionalità?
Non mi lamento, sto bene in questa regione. ma vorrei che la smettessero di dire: ti capiscono solo i toscani.
Cosa vedremo su Sky Arte sabato 21 alle ore 19.35 in Ritratti - Bobo Rondelli?
Un documentario sul mio ultimo disco Come i carnevali.
Soddisfatto?
Io non lo ho visto e non so neanche se lo vedrò. Guardo quelli sugli altri ma non quelli su di me, temo di restare condizionato. Rischio lo sdoppiamento della personalità.
Ci presenta Come i Carnevali?
Sono dieci canzoni che parlano di ordinaria quotidianità ma con leggerezza.
Ricorda un po' Per amore del cielo del 2009.
Punti di contatto ce ne sono ma se il disco ha preso questa linea non è per una questione studiata a tavolino. Molto più semplicemente avevo queste canzoni e quel che mi interessa è la melodia musicale scorrevole.
Ma anche le parole contano.
I Roxy Music dissero che quando c’è la melodia le parole sono dettagli. E se devo andare per parole, preferisco Paolo Conte a Francesco Guccini, per citare due maestri della parola.
In Come i carnevali cita o rimanda a Ezra Pund, Italo Svevo, Dino Risi e Lucchino Visconti...
Le mie canzoni sono piccoli film, si ispirano a pellicole viste e riviste. La voglia matta, per fare un esempio, richiama il film di Luciano Salce solo che anziché girarmi a guardare le milf, come chiamano oggi le signore non più giovanissime, mi giro a guardare le venticinquenni.
Chissà quante critiche!
Qualcuno mi dice che potrebbero essere mie figlie.
E lei?
Che non lo sono e che anche se ho il doppio di età dico che non è blasfemo farlo.
Ora in tour?
Suono sempre e ovunque anche se tanti dicono che sono troppo livornese per avere un afflato nazionale.
Grazie anche a Sky Arte?
Un po'...anche.
Preoccupato?
Solo di annoiare il pubblico, non posso permetterlo.
Nessuno potrebbe.
Ma io di più. Vivo dei biglietti venduti e non di fondi statali ecco perché la scaletta deve essere affabulante.