Non si sono mai persi di vista anche se il loro percorso artistico è stato differente.
Federico Fiumani e Piero Pelù si ritrovano, nel 2015, per creare insieme un singolo che si intitola Buchi nell’acqua e che, forse, aprirà un percorso insieme.

La regia del video “Buchi nell’acqua” è di Giacomo Ligas, autore anche delle foto


Sky Arte, sempre attenta ai fermenti musicali, ha intercettato il leader dei Diaframma e quello dei Litfiba, che dagli anni Ottanta insieme a pochi altri gruppi dettano i ritmi del rock made in Italy, e ci ha costruito Ritratti – Fiumani Pelù in programma proprio su Sky Arte martedì 24 marzo alle ore 22.10. Abbiamo intervistato Federico Fiumani.

Fiumani, come vi siete ritrovati con Piero Pelù?
In realtà non ci siamo mai persi, io sapevo sempre quel che faceva e lui lo stesso lui di me.

Come nasce Buchi nell’acqua?
Ho sentito il bisogno di sperimentare e il primo pensiero è stato per lui. Ci aggiungo che per ingolosirlo nell’ultimo album dei Diaframma, Preso nel vortice del 2013, c’è Ottovolante, canzone a lui dedicata.

Come vi siete trovati?
Grazie a Facebook. Stavolta il social network è stato utile.

Lo fanno in molti.
Lo so, quando gli impegni sono tanti è un metodo più rapido. Partendo da una idea vaga abbiamo cominciato a scambiarci porzioni di testo.

La musica?
Per quella bisogna vedersi.

Lo avete fatto?
Certo, a casa di Piero ognuno con la sua chitarra.

C’è voglia di ampliare il rapporto?
Credo di sì, ma ognuno ha i suoi impegni. Almeno fino in autunno non se ne parla, poi vedremo.

Lei fa molti concerti.
Cerco di farne più possibile, fare concerti è vivere.

Il rock degli anni ’80 è stato condizionato da Diaframma e Litfiba.
Noi eravamo la scuola fiorentina ma c’erano altri gruppi che hanno lasciato il segno, cito per tutti gli emiliani CCCP e i siciliani Denovo.

Non esistono più gruppi così leader nel terzo millennio.
Non sono d’accordo, ci sono band che producono cose interessanti che sono oltre gli anni Ottanta. La questione è che oggi è tutto più difficile.

Nonostante i Social aprano mille porte?
E’ vero che aprono mille porte ma distruggono pure in poco tempo e creano illusioni. Possono essere pericolosi.

Meglio le vostre cantine?
Noi siamo musicalmente e socialmente storicizzati. Ma, ripeto, la scena rock e indie contemporanea gode di buona salute.

Chi le piace?
Tanti. Sarebbe un lungo elenco: Baustelle, Verdena, Marlene Kuntz, Luci della Centrale Elettrica.

Però Buchi nell’acqua sa di anni Ottanta, lì siete tornati.
Forse un sentore, ma per me ha un attacco e una strofa anni Settanta e un ritornello anni Novanta.

Tre decenni in una canzone insomma…
Già ma a parte il calendario resta la comune passione per punk e new wave.