Il tango si fa elettrico. E non è un modo dire. L'arpista Floraleda Sacchi e la violinista Maristella Patuzzi hanno preso Astor Piazzolla è lo hanno riletto. Ne è uscito un disco, avvincente, moderno, fresco, che si intitola Intimamente Tango. Malinconia, speranza e sensualità si fondono nei loro strumenti. Il 9 maggio Floraleda e Maristella saliranno sul palco degli Amici del Loggione del Teatro alla Scala di Milano (via S. Pellico 6 – ore 16.00 – ingresso gratuito); il 14 maggio si esibiranno nel Museo del Legno, Riva 1920, a Cantù (Via Milano 137, ore 21, info e biglietti http://lakecomofestival.com/wp/eventi/intimamente-tango/): è un palco singolare è un tavolo unico in legno fossile lungo 10 metri disegnato da Renzo Piano; infine il 17 maggio parteciperanno al Salone del Libro di Torino (stand della Svizzera, dalle 16.30 alle 18.30), dove con la loro musica accompagneranno le interviste ad alcuni autori (diretta radio su Rete 2 - Radio Svizzera Italiana e in video streaming su www.tvsvizzera.it). Abbiamo intervistato Floraleda Sacchi.

Floraleda come è nato il progetto?

Ero affascinata da certi suoni poi mi è capitato, in Svizzera, di arrangiare Oblivion di Astor Piazzolla.
E' lì l'inizio di tutto?
La passione li è divampata.
Coraggioso rileggere il tango con arpa e violino.
In realtà alcuni esperimenti sono stati fatti nell'electro-tango. E a cercare bene si trovano delle musiche con arpa e violino anche negli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso.
Davvero?
Sì, il bandoneon protagonista assoluto ma il violino come seconda voce non è una novità.
Come nasce la sua passione per l'arpa?
Amore a prima vista.
Uno strumento impegnativo.
Meno di quanto si creda. Viene spesso avvicinata al mondo celtico o a sonorità sudamericane ma è una forma mentis.
Quando ha iniziato?
A 14 anni ma poi ho recuperato in fretta. Dai 17 ani in poi non mi sono più fermata: arpa forever.
Che arpa suona?
Una Erard datata 1816 e due moderne arpe “Style 30” della liuteria Lyon & Healy.
Viene da una famiglia artistica?
Mamma pittrice e papà con la massione per il fiori. Basta leggere il mio nome.
Sapeva che sarebbe arrivata al successo?
No, ma sono partita lo stesso. Ho studiato molto all'estero.
Un disco che le ha dato soddisfazione?
Senza dubbio Minimal Harp. Continua a vendere.
Con chi vorrebbe collaborare?
Un nome solo?
Sì.
Allora lancio un messaggio a Paolo Conte