L'oste più famoso d'Italia non ama definirsi uno chef, ed è ormai diventato una star del piccolo schermo, suo malgrado. Volto tra i più amati di Gambero Rosso Channel, è il protagonista assoluto di Giorgione: orto e cucina (“un programma bellissimo nella sua semplicità”) e grazie alla sua bravura e al suo incontenibile umorismo, esce in libreria con il suo secondo libro presentato in anteprima alla 28ma edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino.

Il libro "Giorgione: le origini" è innanzitutto un tributo ai “suoi” luoghi, quelli che hanno    ispirato la sua cucina e ai suoi genitori, all’amata tata Marianna, al mare di Anzio, al suo   soggiorno in  Puglia, a Trani, e alla sua terra di vacanza, la Val Pusteria. Affetti   incommensurabili e non solo. Questo libro è “la sintesi” di ciò che il diretto interessato ci ha raccontato durante l’intervista.

Come nasce la passione per la cucina?
E’ sicuramente nel dna.
Ci spieghi meglio.
Avevamo un’azienda agricola di famiglia, e una tata tirolese bravissima che preparava prelibatezze culinarie: io fin da bambino andavo a curiosare in cucina, mi affascinava la creazione dei piatti. La sua mi sembrava una grande magia. Un processo alchemico.
Lei non ama definirsi uno chef: perché?
Io sono un oste e non un cuoco, cucino secondo le mie memorie, sulla base di tutto ciò che ho imparato viaggiando. La mia è una cucina fruibile e molto semplice.
Qual è lo spirito di Orto e Cucina?
Un incoraggiamento ad avvicinarsi a ciò che la terra può offrire attraverso l’orto, un invito a una nuova vita che riscopre gli antichi sapori, quelli stagionali. Una verdura nata spontaneamente ha un sapore autentico, e non serve una laurea in agronomia per farla crescere.
Se il suo programma fosse un bel piatto italiano, quale sarebbe?
Un bel minestrone, con un pezzetto di formaggio o un bell’osso di prosciutto.
Lei quando ha iniziato a coltivare un orto?
Quando ho lasciato la città e sono andato a vivere da solo in un casale vicino a Perugia. Studiavo, non avevo molti soldi e ho fatto “di necessità virtù”. Da lì in poi, ho sempre vissuto in case che mi permettessero di avere un giardino, ora vivo in un bosco e coltivo di tutto.
Fare un orto nel terrazzo di casa sta diventando una moda: che consigli darebbe a chi vuole improvvisarne uno?
E’ una moda che rispetto a tante altre, mi piace, consiglio di coltivare erbe aromatiche e accanto a queste, melanzane, peperoni e pomodori.
E’ necessario avere il pollice verde o chiunque si può cimentare?
No, basta seguire i manuali e soprattutto avere buon senso, qualità che spesso in città si perde.
Cosa fa nel tempo libero?
Al momento non ne ho. Ultimamente i miei impegni mi stanno prendendo la mano. Ma sono contento: la mia trasmissione va avanti e cresce sempre di più.
E’ uscito recentemente “Giorgione: le origini” il suo libro, ce lo racconta?
E’ la sintesi di tutto quello che ci siamo raccontati qui. Nella sua genuina semplicità.