Femmina è un mondo ma per Francesco Sarcina è una. E' la sua compagna che a breve lo renderà papà. E lui se la guarda in continuazione mentre si chiacchiera. Ha messo tutto se stesso in questo disco fatto di dodici canzoni che raccontano la sua visione dell'universo femminile. Lo abbiamo intervistato per chiedergli di farci da Virgilio nel romanticismo degli anni 2.0.

Sarcina definisca Femmina.
Un disco spontaneo fatto di belle canzoni.
Cosa è un disco per lei?
Un album fotografico da sfogliare. E in questo non c'è l'inquietudine del passato. E' ul lavoro liberatorio.
Che intende?
Che la canzone te lo godi mentre lo lavori perché quando la accompagni fuori dalla prota di casa diventa di tutti.
Parla di amore. Lei ama?
Credo che più che amare bisogna saper farsi amare.
Ambizioso il progetto.
Io credo che bisogna lasciarsi andare anche se le vicissitudini della vita spesso portano a indurirsi.
Lei ha scritto molte canzoni d'amore, dovrebbe essere un esperto.
E' vero, ne ho parlato tanto. ma stavolta c'è. E' nel disco.
Si è anche aperto alle collaborazioni, in primi con Ermal Meta.
Ero abituato a fare tutto da solo e all'inizio è difficile accettare che qualcuno si introduca nel tuo progetto. Poi scopri il confronto e tutto cambia.
Il cambiamento più evidente?
Ora mi conosco meglio, mi sono guardato dentro più in profondità. Compreso il mio lato femminile. Ogni uomo ne ha uno.
Cosa è la femmina?
Una cosa che ti fa andare fuori di testa. E' fondamentale per il mondo, è la fonte della vita.
Ora che fa?
Due concerti a ottobre, a Milano e a Roma. E fosse per me farei già un altro disco.
Non esageriamo! Solo due live, lei che è un animale da palcoscenico?
Parto con calma. Non voglio essere frettoloso. Anche se è vero che io sul palco mi realizzo. Per altro mi sono riportato in squadra Alessandro Deidda, amici da sempre, compagni di tante avventure compresa quella con Le Vibrazioni.
Cosa è scrivere per lei?
Immergersi nel nero più profondo