di Barbara Ferrara

Tango Secrets Show, fiore all’occhiello della rassegna Milano Tango City, una tre giorni di musica e danza che offre stage, lezioni gratuite e milonghe, è uno spettacolo di tango unico. Sul palco dell'Auditorium, dieci ballerini internazionali e un’orchestra dal vivo diretta da un maestro che non ha bisogno di presentazioni, l’argentino Cristian Zarate che nel 2014 ha aperto il Festival e Mundial de Tango organizzato a Buenos Aires.

In occasione di Expo 2015, lo spettacolo itinerante Tango Secrets approda in città come evento esclusivo regalando uno show che vede protagonisti artisti selezionati tra i migliori della nuova generazione. Tra i protagonisti, Fernando Gracia e Sol Cerquides, Cristhian Sosa e Melina Murino, Sebastian Zanchez e Malvina Gili, Loukas balokas e Georgia Priskou, gli italiani Andrea Bassi e Alice Gaini, una coppia nella vita, non solo sulla scena. Lui viene dalle arti marziali, lei dalla danza classica e dal nuoto sincronizzato. Insieme sono diventati maestri federali e campioni europei.

Li abbiamo intervistati affascinati da un ballo dichiarato patrimonio dell’Umanità, un ballo capace di spingersi oltre i confini e le regole di una milonga, un ballo che invita al viaggio. Alla scoperta di noi stessi e degli altri. In una quotidianità in cui spesso ci si relaziona attraverso lo schermo di un computer, ci si connette con il mondo e si resta scollegati dalla propria esistenza più intima, cos’è il tango? Per Andrea Bassi “è l’ultima fortezza della comunicazione tra uomo e donna, in un’epoca in cui i rapporti sono mediati dalla realtà virtuale, si torna a comunicare senza parole, attraverso il contatto e il corpo. Per Alice Gaini è “ascoltare l’altro, non dare per scontato cosa succederà dopo, liberarsi dal dovere di dare la risposta corretta, sentire è l’aspetto più interessante del tango. Lasciarsi andare.

Come nasce la sua passione per il tango?
Andrea: Da una scommessa, il secondo giorno che ho conosciuto Alice le ho chiesto se volesse ballare tango, lei mi ha risposto che non sapeva nemmeno se mi avesse rivisto. Dopo qualche mese abbiamo iniziato, ed eccoci qui.
Alice: Col tempo, me lo ha chiesto Andrea al nostro secondo appuntamento, i primi sei mesi sono stati noiosi, la passione è nata quando mi sono ritrovata ai campionati italiani di tango: ho sentito l’Inno, ho capito che potevo rappresentare l’Italia, fare esperienze uniche, mi sono emozionata.

Che ricordo ha dei suoi inizi?
Andrea: Molto belli, sentivo una corrispondenza con la mia esperienza quasi ventennale nel Tai Chi. In comune col tango trovavo la gestione del pieno e del vuoto, l’ascolto dell’altro e il linguaggio corporeo molto profondo.
Alice: Certe domeniche sere nelle balere in cui mi chiedevo cosa ci faccio io qui? I ricordi più forti sono legati al primo viaggio a Buenos Aires, un’esperienza molto forte.

Cos’è per lei il tango?
Andrea: Rispondo citando i miei maestri, “Del tango, come del diavolo, non si parla”: significa che è difficile definirlo, lo senti, non gli dai una forma. Lo vivi come la vita, e le grandi scelte.
Alice: E’ un modo per sentirmi più vicina a me, un modo per dedicarmi a me stessa. Un mondo privato che condivido con Andrea. Il tango rappresenta un percorso a tappe molto personale. E non c’è un punto di arrivo, non sei mai arrivato.

Se fosse invece una qualità, quale sarebbe?
Andrea: La perseveranza, nell’ottica di una continuità.
Alice: Mi viene in mente la vanità, il peccato preferito di Al Pacino ne L'avvocato del diavolo.

Ci sono dei maestri a cui vi siete ispirati?
Andrea: Ezequiel Paludi e Geraldin Rojas, hanno una visione artistica fuori dagli schemi.
Alice: Ezequiel Paludi e Geraldin Rojas, ci hanno dato l’imprinting e poi i primi maestri non si scordano mai.

Un consiglio a coloro che si avvicinano per la prima volta al tango?
Andrea: Sbagliare. Accettare gli errori e viverli senza controllarli, la maggior parte delle cose che non vengono sono dettate dalla nostra voglia di controllare.
Alice: Viverlo con naturalezza, il tango è uno stile di vita, diventa parte di una necessità di evasione. Oggi le persone hanno bisogno di angoli mentali di passione, divertimento, siamo schiacciati dallo stress, il tango ci aiuta a sognare e a svagarci.

La qualità che non può mancare a un tanguero?
Andrea: La capacità di ascoltare.
Alice: Sapersi lasciare andare, lasciarsi andare ala situazione, senza voler fare tutto perfetto. La cosa più difficile è capire che tutto passa attraverso noi stessi.

Il tango è per tutti?
Andrea: Ne sono convinto, il tango racchiude diversi modi di approcciarsi a questo ballo, dai vecchietti in strada in Buenos Aires alla "tango scenografia" di un ballo. Spesso le persone si frustrano perché hanno aspettative che non combaciano con il presente che stanno vivendo.
Alice: Potrebbe essere una provocazione, in realtà è vero nella misura in cui ciascuno trova il proprio spazio di approfondimento.

In veste di maestri, oltre alla tecnica, cosa cercate di trasmettere ai vostri allievi?
Andrea: ll gusto e la passione.
Alice: La motivazione. Questo ballo ti dà l’opportunità di vivere delle sensazioni uniche. Momenti speciali della tua vita. 

Nietsche diceva che “Bisogna considerare perduto ogni giorno nel quale non si abbia ballato almeno una volta”. E’ d’accordo?
Andrea: Splendida, ne aggiungo un’altra di Pina Bausch: “Balliamo, balliamo altrimenti siamo persi”.
Alice: E’ verissimo, ma per qualsiasi attività che ti appassiona, per me è il tango, per ciascuno è diverso.


Cosa vedremo in scena a Tango Secrets Show?
Andrea: I ballerini non mangiano la scena, protagonista è la musica con il grande Cristian Zarate. Ogni coppia è integrata al contesto, l’impatto artistico è altissimo, di qualità e molto sensibile.
Alice: Parliamo di campioni del mondo, la qualità del ballo e della musica è altissima, è uno spettacolo-concerto nella sua forma più pura. Zarate sul palco è di per sé un evento speciale, è la sua prima volta a Milano per Tango Secret.