di Camilla Sernagiotto

È uno dei mostri sacri dell’Olimpo comico, un vero e proprio pilastro del Pantheon cabarettistico.
Stiamo parlando di Maurizio Battista, comico e attore romano DOC che dalla fine degli anni Settanta a oggi calca palcoscenici, set televisivi e cinematografici, teatri e, last but not least, le piazze.
In quanto palcoscenico antelitteram del giullare, che dopo aver intrattenuto a corte la crème de la crème metteva a disposizione del popolo la sua vis comica esibendosi sul sagrato della chiesa della piazza principale, Battista è molto affezionato a questo luogo simbolico, motivo per cui ha accettato con entusiasmo di inaugurare Comedy Central Tour, lo spettacolo live itinerante che andrà in onda su Comedy Central ogni mercoledì alle 21.00.
Il comico ha preso parte alle prime due puntate e ha come al solito riscosso un incredibile successo facendo piangere tutto il pubblico astante.
Ebbene sì: piangere. Dal ridere, ovviamente...
Aspettando di vederlo esibirsi nella seconda puntata, in onda mercoledì 22 luglio su alle 21.00 su Comedy Central dalla piazza di Ladispoli assieme a suoi illustrissimi colleghi quali Luciano Lembo, Paolo Labati, Valentina Persia e Massimo Bagnato, ecco cosa ci ha raccontato Maurizio Battista.

Intervista a Maurizio Battista

Cosa ci può dire della sua partecipazione a Comedy Central Tour?
È stata un’esperienza molto divertente e un’occasione davvero prestigiosa. Ho partecipato alle registrazioni delle prime due puntate, live nelle piazze di Ladispoli, in provincia di Roma. Due puntate molto belle, un risultato davvero ottimo. Caldeggio molto Comedy Central Tour perché ormai non ci sono quasi più programmi del genere che fanno live.

Quale crede sia il punto di forza del programma?
La freschezza, la semplicità. La presentatrice Flora Canto lancia il pezzo del comico e si parte subito. È tutto molto veloce, scorrevole. Non ci sono pause morte né nulla di ridondante.

Il momento più difficile della sua esibizione?
L’inizio è sempre il più difficile perché devi velocizzare l’allegria. Il pubblico della piazza, nonostante non sia un pubblico pagante, è paradossalmente il più esigente. Ma dopo i primi attimi si parte alla grande.

E il momento più divertente?
Il finale è sicuramente il momento migliore. Quindici minuti in piazza sono interminabili, percepiti molto più lentamente rispetto a un quarto d’ora in teatro. In una location come la piazza è difficile esibirsi: tra sirene dell’ambulanza, bambini che urlano e rumori d’ambiente la concentrazione non è sempre facile.

Ci racconti qualche retroscena succulento di Comedy Central Tour?
Nei giorni precedenti lo show pianifichiamo tutto assieme agli autori ma poi, quando sali sul palco, è sempre tutto diverso. Scrivi una cosa e poi ne fai un’altra.

Quindi c’è molta improvvisazione, avete soltanto un canovaccio?
C’è moltissima improvvisazione, almeno nel mio caso. Io vado a braccio e m’informo su cosa è successo nel pomeriggio nella zona. La gente ama sentire cose che conosce, cose che sente familiari, vicine.

Com'è la risposta del pubblico di Comedy Central Tour presente fisicamente durante le esibizioni?
È un pubblico molto caldo, affettuosissimo. Ed educato, cosa non da poco. Ovviamente compatibilmente con la piazza.

La sua carriera si biforca in due rami: uno da comico e uno da attore sia teatrale sia cinematografico. Come riesce a coniugare queste due facce?
Quella da attore è la più facile, la possono coltivare in tanti. È il live la cosa più difficile per cui non tutti sono portati. Se al cinema arrivi sul set afono, giri la scena e poi la doppierai quando ti tornerà la voce; nel caso di un live non puoi permetterti di perderla.

Qual è stato il momento più emozionante della sua carriera?
Il giorno prima di un mio spettacolo al Teatro Sistina a Roma, circa otto anni fa. Sono entrato nel teatro assieme a mio fratello e mi sono emozionato. Ho pensato che sarebbe stato bello se ci fossero stati i miei genitori, si sarebbero emozionati moltissimo anche loro. Con le emozioni ancora tremo e ancora piango, è fondamentale per il mio lavoro.

Quali progetti la impegneranno nel futuro prossimo?
Per tutto il mese di Dicembre saremo al Teatro Olimpico di Roma con lo spettacolo Allegro ma non troppo. A ottobre, invece, sarò impegnato assieme a Enzo Salvi sul set di un film che uscirà a febbraio. Poi tanti altri bei progetti, tanti spettacoli.

Insomma la crisi nel suo settore non si sente. Sarà perché nei momenti critici la gente ha bisogno di ridere ancora di più?
Forse sì, diciamo che ce n’è sempre bisogno ma soprattutto ora.

Qual è il suo comico preferito, quello che più l'ha ispirata?
Senza ombra di dubbio, Gigi Proietti. Da buon romano quale sono, lo reputo un artista inimitabile. In molti cercano di imitarlo ma nessuno ci riesce.

Ci regala una battuta in perfetto stile Comedy Central Tour?
Volentieri! Ci penso un attimo… eccola qui! Quando la mia ex moglie mi disse in tribunale “Speriamo che il giudice mi dia 1000 euro” io le dissi “Speriamo sì! Se te li dà lui siamo a posto!”