di Fabrizio Basso
(inviato a Giffoni Valle Piana)

Otto band per lanciare un sogno. Per due sere Piazza Lumière a Giffoni Valle Piana è diventata la radice di una svolta musicale che potrebbe svilupparsi nelle prossime edizioni del GFF. Considerato che si sono proposte oltre cento band la direzione del Festival ha scelto di estendere il numero di gruppi finalisti a otto, rispetto ai quattro inizialmente previsti. In pieno spirito “opportunity” è stato allestito un palco dedicato ad artisti che di opportunità per esibirsi ne hanno poche. Dal synth pop alla new wave, passando per l'hip hop e per il folk d'autore, nessun linguaggio sonoro è escluso, considerato il ventaglio di stili che caratterizza le band scelte che sono: Sha' dong (Caserta), Nibiru Prj22(Salerno), Blindur (Napoli), The Smash (Salerno), Resurrextion (Napoli), Lef (Salerno), Psychopatic Romantics (Caserta/Benevento) e The Citizen (Salerno). La conferma della volontà di incoraggiare le realtà creative del territorio. É chiara inoltre la volontà di diffondere le novità musicali ma anche quella di favorire l'interazione tra i più giovani con i grandi nomi del panorama nazionale e internazionale.

Tra le otto band che si sono esibite, ci hanno stupito i Blindur, un progetto del polistrumentista e cantautore napoletano Massimo De Vita, già al lavoro con Modena City Ramblers, Stefano Cisco Bellotti, Daniele Sepe e Tonino Carotone, pr citarne qualcuno. Blindur nasce nell'autunno 2013 e a Massimo De Vita si affianca l'amico Michelangelo Micki Bencivenga (banjoista, chitarrista e polistrumentista). Nel 2014 oltre 50 date in giro per l'Italia con alcune puntate in Francia, Irlanda e Svizzera. Blindur sta ora completando il primo lavoro in studio con Birgir Birgisson, storico fonico dei Sigur Ros. Il sound trae ispirazione dall'universo new folk, indie e post rock, mescolando strumenti tradizionali e moderni, paesaggi sconfinati come quelli islandesi e irlandesi e lo spazio intimo di una stanza, di una cabina di una nave, la cuccetta di un treno, il sedile posteriore di un'auto, perchè Blindur è, prima di qualunque altra cosa, un viaggio.