di Marco Agustoni

La strada che porta dall'Albania agli stati Uniti può sembrare molto lunga.  Ma come dice Bleona Qereti, regina del pop albanese che da qualche anno sogna di sfondare negli USA, "quando voglio una cosa, non importa cosa serve per farcela: la ottengo". Grazie a questa grinta e alla sua personalità prorompente, Bleona è riuscita a farsi strada, a partecipare al reality show Euros of Hollywood e a lavorare con alcuni prestigiosi produttori. Tra questi non solo il producer superstar Timbaland, ma anche Roccstar, con cui ha lavorato al suo ultimo singolo Take You Over, uscito in questi giorni. Ecco cosa ci ha raccontato sulla sua avventura a stelle e strisce.

 

 

Come sei arrivata a Take You Over?

Con cinque anni di duro lavoro per creare una canzone che mi rappresenti davvero. Negli USA non basta avere una buona canzone, è necessario proporre qualcosa di nuovo. Lady Gaga, Madonna, Rihanna esistono già e l'America non ha bisogno di imitazioni. Dalle prime tre note di una canzone, il pubblico deve capire che sei tu. Per questo mi sono presa così tanto tempo per Take You Over, che ha uno stampo pop americano ben riconoscibile, ma ha anche qualcosa di europeo, nell'accento, nell'attitudine dance pop...

 

È stato diverso lavorare con dei grandi produttori americani?

Assolutamente, anche perché in Albania ho 200 persone che mi propongono le loro canzoni, mentre in questo caso sono stata io a dover perseverare, perché negli Stati Uniti il mio nome non era conosciuto. Per Roccstar ho dovuto aspettare un anno e mezzo, ma l'ho fatto. Gli ho detto: "Va bene, aspetto qui finché non mi dai la mia canzone". Fino a che lui non è venuto da me e si è arreso: "Mi sa che ti devo accontentare, altrimenti non abbandonerai mai lo studio!".

 

È stato difficile per un'artista abituata ad avere tutti ai suoi piedi?

Non si tratta di qualcosa di personale. È solo una questione di business. Loro hanno bisogno di qualcuno che venda 3 milioni di copie. Non basta che un produttore creda in me o mi ami come artista, prima ha bisogno della garanzia di arrivare ai primi posti in classifica. 

 

Tu come hai convinto i produttori che sei una popstar su cui puntare?

È una storia lunga. In Italia ho molti amici nel jet set e una volta mi sono trovata a cantare a una festa in Sardegna. A sentirmi c'era un magnate russo che è rimasto impressionato dalla mia performance e mi ha chiesto qual era il mio sogno. Per dire qualcosa di brillante, gli ho detto: "Voglio andare in America e incidere un pezzo con Timbaland", al che lui mi ha risposto che era impossibile. E se tu mi dici che una cosa è impossibile... allora io faccio di tutto per riuscirci!

 

Una sfida, insomma...

Già. Comunque, un anno dopo sono andata a cantare a un party privato di Donald Trump, che è rimasto colpito e si è stupito di non avermi mai vista prima. Quando mi ha chiesto se c'era qualcosa che volessi, io sono tornata alla carica con Timberland. Lui nemmeno sapeva chi fosse! Però ha chiamato David Foster, il quale quando mi ha sentita cantare, mi ha detto che sarei dovuta rimanere negli USA, mi ha portata ai Grammy e lì mi ha presentato a Timberland. In principio non era rimasto per niente impressionato e io ci ero rimasta malissimo. Ma poi si è fatto risentire e, anche se ho dovuto aspettare, mi ha dato delle canzoni. Al che ho preso il suo dj e un suo rapper con me e li ho portati in tour in Albania, Kosovo, Macedonia, Grecia... anche in Italia. Quando hanno visto che a ogni data avevo 70mila spettatori, hanno capito che non ero la prima arrivata. 

 

Ma quello sarà stato solo l'inizio...

Sì, mi sono data da fare per diventare popolare nella comunità gay, che adesso mi ama, tanto che sono stata invitata per ben due volte di seguito al White Party, cosa che è successa solo a Lady Gaga. E poi c'è stato il reality. E ho anche trasformato il mio look per prepararmi a conquistare l'America. Oggi le popstar negli USA sono tutte bad girls, io ho scelto di riportare il sexy, il glamour in auge. È stato un vero e proprio rebrand di Bleona. 

 

Nel frattempo c'è stato anche X Factor in Albania...

Era qualcosa che dovevo al mio paese. Sono stata molto contenta di poter dare qualcosa ai giovani musicisti albanesi, a fargli capire come funzionano le cose nel resto nel mondo. E che non ha importanza se non vincono lo show, perché c'è tutta una vita davanti per farcela. 

 

In Albania fanno il tifo per te?

Mica tanto. In Albania la gente è molto scettica, per cui quando dici che vuoi fare una cosa del genere, andare in America e diventare famoso, loro dicono che non ce la puoi fare. Ma chi mi conosce sa che se dico che faccio una cosa, la faccio... e se ne stanno accorgendo, perché anche se è fuori da pochi giorni Take You Over sta andando benissimo!

 

Parli molte lingue, tra le quali la nostra: una canzone in italiano ti piacerebbe?

Tantissimo! Adoro Laura Pausini, Giorgia, Tiziano Ferro... Quand'ero ragazzina uscì Come saprei di Giorgia, era così bella che dovevo capire cosa diceva. E così ho deciso di imparare l'italiano. Non sarebbe male nemmeno venire come ospite a X Factor Italia. Anzi, adesso che ci penso... lo voglio fare! [ride]