Torri, palazzi, acquedotti, ponti, campanili, eco-mostri. Nel suo curriculum c'è tutto questo e molto di più. Ma lui non li ha costruiti... li ha distrutti: è Danilo Coppe, geominerario, massimo esperto in Italia in "esplosivistica". Oltre 700 demolizioni controllate alle spalle, decine di tonnellate di dinamite manipolata, e una fama internazionale che gli è valsa il soprannome di “Mister Dinamite”. Siete pronti a scoprire i segreti e i rischi del mestiere? L’intervista a Danilo Coppe.

Mister Dinamite, mi spiega come le è venuto in mente?

Una passione spontanea la mia. Avevo circa dieci anni e guardando la tv dei ragazzi seguivo un programma che si chiamava “Avventura”. Il presentatore, Mino Damato, lanciava documentari provenienti un po’ da tutto il mondo, tra questi uno sulle demolizioni di palazzi negli Stati Uniti di cui ne sono rimasto molto affascinato. Quasi in contemporanea vidi un film degli anni ‘50, "Hellfighters" dove John Wayne interpretava un personaggio realmente esistito, che spegneva i pozzi di petrolio con gli esplosivi . Quella fu la seconda dimostrazione per me di come gli esplosivi potevano essere utilizzati anche per “usi pacifici”. Mi colpì molto. In quegli anni poi mi regalarono il piccolo chimico.
Predisposizione infantile?
Iniziai a fare miscugli con sale e zucchero, raschiavo la muffa dai muri che fa nitro e preparavo delle misceline esplosive che poi andavo a sperimentare in campagna. La cosa è nata così.
Come si diventa Mr Dinamite?

Alle scuole medie avevo già programmato di fare gli studi minerari che erano quelli più affini alla mia passione. Così alle scuole superiori ho iniziato a studiare esplosivi per poi scegliere il corso universitario in Scienze Criminoolgiche e della Sicurezza. Tutt’ora studio, questo mestiere richiede un continuo aggiornamento.
Ci racconta la sua prima esplosione? Il suo curriculum riporta più di 700 demolizioni personali alle spalle.

Sì, solo le mie sono 700. Ho lavorato con una grande azienda di demolizioni, prima ancora in una cava del cemento, ancor prima a Carrara. Le mie primissime esplosioni risalgono al periodo degli studi minerari quando si facevano i tirocini, lì il mio battesimo. Ma in realtà, già in campagna avevo sperimentato le polveri esplosive, ero appena adolescente.
Certo è, bisogna avere fegato per stare con Mr Dinamite.

Tutte le compagne che ho avuto, moglie compresa, hanno sempre dovuto convivere da una parte con le ansie di un lavoro che ha spesso risvolti pericolosi e dall’altra con la tranquillità di sapere che ho una gran paura degli esplosivi e quindi sono molto prudente. Ho un enorme rispetto per gli esplosivi, non per questo ho ancora le mie dita e i miei timpani. Le svelo un segreto, gli esplosivi vanno sempre agevolati e mai contrariati.
A Milano ci sono molti residui bellici. Lei ne ha mai avuto a che fare?

Non solo a Milano in tutta Italia ne hanno calcolati almeno 5 milioni. Molto spesso vengo chiamato dalle Istituzioni come estemporaneo esperto, fornisco il mio supporto a chi non sa come comportarsi. Ma questo è un compito che in Italia spetta all’esercito, sono loro che si occupano dei residuati bellici.
In una frase, come spiega il suo lavoro?

Io mi definisco un esplosivista a 360 gradi. Utilizzo gli esplosivi, li insegno e mi occupo anche di consulenze, abbraccio un po’ tutti i settori dell’esplosivistica.
Un momento in cui ha avvertito la vera paura.

Son talmente tante. Il più delle volte non è l’esplosivo in sé che ti crea il problema ma il luogo in cui lo stai usando. Per esempio ho avuto un fortissimo disagio psicofisico a fare delle esplosioni dentro il Po. Lì le condizioni erano davvero drammatiche. In Italia un lavoro semplice da fare in estate te lo fan fare d’urgenza in inverno, durante la stagione delle piogge. È stata dura, è stato frustrante. Altri tipi di rischi possono essere legati al tipo di esplosivo, magari alla consegna non è della qualità che ti aspetti, o il detonatore è difettoso, questo ti può pregiudicare l’operazione. È un aspetto, questo, molto stressante. Poi ci sono altre esposizioni di rischio, lavoro anche per le istituzioni. Mi espongo molto, insomma sono sempre a rischio in un modo o nell’altro.
Non ci resta che vederla su Explora lunedì 19 ottobre.

Ho accettato questa proposta per due motivi sostanziali. Innanzitutto voglio che tutti sappiano che anche in Italia si fanno le demolizioni con esplosivo e non solo in America. Secondo poi, in questo nuovo programma evidenzierò tutti gli aspetti dell’esplosivistica, non solo le demolizioni, mi occuperò anche di aspetti secondari, ma non di importanza minore.
La filosofia di vita di un'esplosivista a 360 gradi.

Non esiste problema tecnico che non possa essere risolto con un'adeguata carica esplosiva.