Non per forza a crescere circondata dall'arte - il padre è lo scrittore e regista Paul Auster e la madre la scrittrice Siri Hustvedt - diventi un'artista. Ma evidentemente Sophie Auster il talento lo aveva già dentro di sé, e infatti a 28 anni può vantare una ricca filmografia e due dischi all'attivo. A cui ora se ne aggiunge un terzo, Dogs and Men, che mette in risalto le sue doti di cantautrice inconsueta e originale. Ma anche sul palco Sophie non scherza, come racconta lei stesso nel corso di un'intervista esclusiva per Sky.it.

 

 

Partiamo dal titolo: cos'hanno in comune uomini e cani?

Non penso di poter ridurre gli uomini a cani, anche se nella vita ne ho incontrati un paio che si comportavano proprio da cani. Il titolo rappresenta le due metà dell'album: gli uomini simboleggiano le canzoni sulle relazioni e i cani quelle più surreali. C'è una canzone su un uccellino e sul mio cane di quando ero bambina e ho pensato che fosse un titolo calzante.

 

Come hai lavorato al disco: avevi una routine giornaliera?

Scrivo tutti i giorni, per cui avevo molto materiale. Ma ho registrato l'album in un momento in cui stato attraversando una rottura. Mi è venuto fuori di getto un sacco di materiale e quelle canzoni mi sembravano molto immediate e urgenti, per cui molte le ho incluse nel disco.

 

I tuoi testi hanno un "tocco da narratore": ha a che vedere con il fatto che i tuoi genitori sono scrittori?

Probabilmente ha aiutato il fatto che io abbia letto molto e sia stata in contatto con grandi scrittori durante la mia giovinezza.

 

C'è anche un che di vintage nelle tue canzoni: c'entra con i tuoi ascolti?

Sì, ascolto molta musica dai '60 e '70 e penso che si senta nella musica che faccio.

 

Quali sono le canzoni del disco che metteresti in un ipotetico Best of tra dieci anni?

Forse Little Bird e Leave Me Strange.

 

Cosa porterai sul palco durante i tuoi live?

I miei show non sono mai uguali. Dipende dall'energia della folla. Io sono molto energetica e penso che lo si veda sul palco. Mi getto nelle performance. Voglio che il pubblico abbia la sensazione che io stia esponendo loro una parte di me. Penso che quelle siano le performance migliori.

 

C'è un collegamento tra il tuo lavoro da attrice e i tuoi dischi?

Penso che avere recitato aiuti quel che faccio musicalmente, la mia presenza sul palco e il modo in cui comunico col pubblico. Ma la musica è decisamente il mio primo amore.

 

Da attrice dev'essere facile recitare come fai in video come quello di Bad Manners...

Sì, mi è piaciuto tantissimo recitare nel video di Bad Manners. È stato molto divertente mescolare musica e recitazione.

 

Da cantautrice, prenderesti in considerazione di scrivere per qualcun altro?

Assolutamente sì, penso sia un ottimo modo per esercitare le proprie doti di autore. Mi piacerebbe scrivere qualcosa per Dr. Dog, gli Alabama Shakes o Rufus Wainwright. Mi piace la loro estetica personale, ma sarebbe bello sentirli cantare qualcosa che ho scritto per portarli in una direzione differente.

 

Negli anni sei stata sulle cover di varie riviste di moda e lifestyle: pensi che lo stile debba aiutare la musica a farsi notare?

Certo. Penso che più ti distingui, più la gente si accorga di te, ma penso anche che il modo migliore per attirare l'attenzione sia trovarsi a proprio agio nella propria pelle. Non importa quel che indossi, se lo indossi con sicurezza.